Il coworking di Anne in pieno centro: “Da olandese volevo un luogo caldo per integrarmi nella città”

C’è un nuovo spazio coworking in città. Silenzioso, confortevole, centralissimo, cosmopolita, con tutta la praticità del nord Europa, il calore umano di una tazza di tè e la sicurezza del profilo del mar Ligure all’orizzonte.

“Non volevo lavorare in pigiama dalla cucina -, dice la titolare Annemarieke Snippe. Olandese, sbarcata alla Spezia quattordici anni fa per seguire la carriera nel settore nautico -: poi ho avuto un figlio e differenziare il mio spazio lavoro, renderlo flessibile, ritagliarlo senza sentirmi isolata nella mia attività e isolata nella comunità è diventato necessario”. Da un bisogno personale a un’esigenza collettiva. “L’idea di un luogo di lavoro condiviso mi è sempre ronzata per la testa. Non avevo un’ispirazione fisica, un esempio da indicare agli architetti. Ora che ci penso non avevo nemmeno il loro sostegno o quello degli amici. Mi continuavano a chiedere: ma sei proprio sicura? Perché vuoi metter anche una cucina? Perché non fai un business plan? Io avevo un’atmosfera in testa. Uno sguardo oltre le scrivanie”.

La gestazione di Concept Bob Coworking Space è stata lunga. “La svolta è arrivata con un annuncio di vendita a pagina 13: il magazzino di un negozio, al primo piano, in via Fazio, accanto al Teatro Civico. Luminoso, con poche pareti. Ma pur sempre un magazzino. L’ho comprato”. Amici e maestranze si sono subito dimostrati sorpresi per la proposta di Annemarieke Snippe. “Quello che volevo non solo non esisteva ma non era nemmeno nelle corde degli abitanti della Spezia o della provincia, dove mancava l’abitudine a entrare in un bar e aprire un computer”.

Annemarieke Snippe e Concept Bob Coworking Space

 

E in effetti, varcare la soglia dello spazio di via Fazio è come entrare in un’enclave solare, foriera di quella sensazione di curiosità, di apertura e di energie nuove che si trovano quando si parte per studiare all’estero. Ma dalla finestra, il cavallo rampante di Garibaldi ricorda che siamo alla Spezia. A casa. Il passeggio di Via Prione occhieggia lateralmente. E i biscotti alla cannella si mescolano con la focaccia salata nella sala comune. “Ho provato vari spazi coworking. Per un periodo ne ho anche condiviso uno con tre avvocati. Ma era un luogo a compartimenti, freddo, formale, senza il calore dell’incontro. Io avevo in mente altri colori, altre sensazioni, non la stanza individuale. L’ambiente doveva essere progettato per supplire a un’altra difficoltà che avevo sperimentato sulla mia pelle: quella di integrarmi in una comunità”. Vuoi che la barriera sia linguistica, vuoi che la barriera sia culturale, vuoi che la barriera sia sociale, al Concept Bob cadono tutti i muri.

“La risposta della gente è arrivata con l’estate, al primo semestre di apertura – comunica Tamara Corning, amministratrice dello spazio coworking -, i primi avventori sono stati i turisti stranieri, gli italiani che vivono fuori, i digital nomads”. Esistono, quindi, e sono tra noi, questi strampalati mammiferi che esercitano un mestiere rispondente al nome di “nomadi digitali”. “I nostri frequentatori coprono una variegata gamma di professioni: sono cartoonist, consulenti, revisori contabili, avvocati, studenti, dottorandi, fotografi,… la sala riunioni, che ospita comodamente 8 persone sedute, è molto utilizzata per corsi di formazione sulla sicurezza, colloqui, è cercata da avvocati di fuori provincia, collegi di geometri,…”.

Annemarieke Snippe e Concept Bob Coworking Space

 

Da poco sono cominciate anche serate a tema, ricorda Annemarieke: “È un modo per aprirci alla città, ma anche per rafforzare la rete sociale interna. Nelle ore di coworking si sono create piccole amicizie e c’è chi ha messo a disposizione di tutti la propria professionalità o ha studiato corsi ad hoc, nello spirito del Concept Bob. È un contrasto alla solitudine. A volte il mondo diventa davvero piccolo se non sei nato nel luogo dove vivi o se non trovi uno spazio di socializzazione adatto a te”.

Un successo da tutto esaurito per la serata dedicata alle donne artiste a Parigi negli anni Dieci tenuta da Tara Keny, storica dell’arte e assistente curatoriale del Moma di New York. “Il venerdì c’è una scuola di cinema per ragazzi e saltuariamente si danno appuntamenti per i laboratori artistici Chat&Draw: si chiacchiera e si disegna a tema”. Un pubblico variegato per uno spazio mediamente convertibile. Annemarieke Snippe è cosciente che il rifacimento del magazzino sia stato lungo e abbia seguito necessità di frequentatrici e frequentatori. “Una sala riunioni che ospita otto persone, una cucina dove non mancano biscotti o tè e con un frigo per il pranzo personale, la stanza per le telefonate, il bagno… Per la ristrutturazione abbiamo chiamato un architetto da Miami e per la progettazione degli interni abbiamo optato per lo stile caldo e avvolgente proposto da Davide Bassi. Abbiamo investito molto sul suono: non c’è dettaglio, tenda, pannello o poltrona che non abbia una funzione studiata”. Piccoli dettagli che fanno la comodità. “Ma soprattutto mi premeva che fosse un punto di ritrovo. Dove voler tornare. Abbordabile e alla mano, ma professionale e di respiro internazionale. Al costo che corrisponde a circa tre caffè all’estero, si può avere uno spazio genuino”. Le fa eco Tamara: “i commenti più frequenti sono che le foto del sito corrispondano alla realtà!”. Non è un punto di coworking giornaliero o mensile soltanto per expats, specifica Annemarieke, anche se gli expats sono stati trainanti: è una expat anche la fotografa. “Spezia è cambiata. Una nostra frequentatrice spezzina, dopo esser stata tanto a Londra al rientro non trovava più il suo vecchio giro. Qui ha ritrovato un cerchio in cui inserirsi”.

Poteva esistere questo luogo 14 anni fa, quando sei arrivata? “Non lo so, so che io il sogno lo avevo già. Il COVID-19 ha di molto rivoluzionato le nostre abitudini lavorative e ha cambiato il mondo. Quando sono arrivata era difficile per una straniera rompere il ghiaccio, farsi accettare, inserirsi, a meno di non aver passato qualche anno di scuola assieme ai residenti locali. C’erano tanti negozi ma c’era un’aria old fashioned, se posso render l’idea. Negli ultimi anni il turismo ha compiuto un’altra rivoluzione urbana, dal un lato ci ha aiutati a partire con Concept Bob, dall’altro ci ha costretti a riconsiderare il nostro quotidiano. D’estate le nostre postazioni sono state tutte piene. Vorremmo seguire su questa linea: con progetti che seguano il mood dello spazio, aperti ai cittadini di Spezia e del mondo, senza discriminazioni linguistiche o professionali. E facili da raggiungere: basta un clic dal nostro sito per aprire la porta”.

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