Chiamate a notte fonda e confessioni: Pacifico svela la “sua” Ornella Vanoni a Monterosso

Il cantautore Luigi De Crescenzo, in arte Pacifico, tratteggia i contorni dello spettacolo Diario sentimentale di una donna libera. Ornella Vanoni, le parole, la musica, in scena lunedì 6 luglio alle 21:30 al Molo dei Pescatori di Monterosso. Intervistato a Info Weekend su Rlv La Radio dei Colori (clicca qui per risentire su Spotify l’intervista di Info Weekend), il musicista svela la genesi del progetto, l’intesa con l’interprete e il ricordo del compositore Piero Milesi.
Il ritorno nello Spezzino riattiva connessioni personali legate alla figura di Milesi, che curò gli archi del brano Solo un sogno, ancorando la memoria di questi luoghi alla scrittura. Un legame profondo che tocca anche Levanto, terra in cui il compositore ha vissuto, lasciando il segno del suo passaggio tra musica e cielo.
“Ogni volta che apro lo schermo del computer ho davanti fotografie che sono fonti di ispirazione – ha raccontato ai microfoni di Rlv -. Poi ho i miei pezzi mancanti più preziosi; andando avanti si diventa un po’ un mosaico e Piero è uno di quelli. Ricordo la sua competenza, la sua purezza. Stava diventando un maestro autorevole, ma conservava una purissima ingenuità che mi è rimasta dentro. È una grande mancanza, ma le mancanze sanno essere anche presenze. Era una persona di una dolcezza incredibile”.
Questo mosaico di affetti e collaborazioni profonde guida Pacifico anche nel lavoro con altre grandi personalità della musica italiana. È lo stesso filo conduttore della memoria e della sensibilità artistica a legarlo a Ornella Vanoni, un sodalizio nato vent’anni fa e sfociato ora in un racconto teatrale intimo. Il progetto affonda le radici nella stesura di un diario, tramutatasi nel tempo in una familiarità con la voce della cantante.
“È iniziata vent’anni fa, quando ho cominciato a scrivere per lei – ha aggiunto-. Poi una sera, mentre ero a casa a tagliare le zucchine, Ornella mi ha chiamato dicendo: ‘Mi devi fare il mio libro’. Abbiamo passato assieme un paio d’anni; la registravo ogni volta che scendevo a Milano. Ancora adesso continuo a ritoccare il testo dello spettacolo, inserendo una sua presa in giro o un’espressione; la sua voce è una presenza costante nelle mie orecchie. Durante la scrittura cercavo il ritmo tra le cose che diceva, recitandole a voce alta per vedere se quel modo di dire funzionasse. Da qualche anno è una vera compagna di stanza.”
Il ritratto si focalizza su frammenti di vita quotidiana e dinamiche personali, comprese le telefonate notturne e il complesso legame con Gino Paoli, fuori dai canoni della biografia tradizionale. Un legame, quello tra la Vanoni e Paoli, che rievoca anche il soggiorno di Ornella a Levanto, testimone della loro storia d’amore.
“Le telefonate notturne erano vere: ne ricevevo all’una di notte da parte di chi voleva chiacchierare, raccontarsi o cantare” ricorda “Ornella aveva una mappa di persone a cui teneva e verificava che tutti fossero in salute. Quando mi ha chiesto di fare lo spettacolo e io le ho accennato a una biografia, mi ha risposto: ‘Quale biografia che parlo da settant’anni, no, deve essere una cosa diversa, voglio un diario’. Credo abbia scelto me proprio perché non sono un giornalista o un biografo. Voleva tornare indietro nel tempo per cercare i giorni e i momenti più emozanti. Ci sono dettagli che in una biografia non troverebbero posto, come il ricordo tenero del padre che, trovato un topolino bianco di campagna, lo portò in un prato vicino invece di scacciarlo. Su Gino Paoli è stata più parca di quanto pensassi. Conferma che sia stato l’amore più grande della sua vita: un rapporto intenso con un uomo irresistibile ma imprendibile. Lei era innamoratissima e spendeva patrimoni in scatti telefonici per raggiungerlo”.
L’esibizione sul molo, che vede sul palco anche Elisa Parmigiani alla voce e Carlo Gaudiello al pianoforte, è concepita come un momento di condivisione con il pubblico attraverso i brani celebri del repertorio. “Quando ho progettato lo spettacolo  – ha detto – avevo chiara una cosa: volevo che fosse una specie di rituale collettivo. Una serata tra amici in cui le persone si ritrovassero invitate a cantare. Il racconto fa da struttura portante, ma le canzoni erano inevitabili, e abbiamo scelto le più famose. Volevo che il pubblico si abbandonasse ai ricordi che questa artista ha saputo fabbricare, godendo della serata”.

The post Chiamate a notte fonda e confessioni: Pacifico svela la “sua” Ornella Vanoni a Monterosso appeared first on Città della Spezia.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​