Blue economy e innovazione, Forcieri: “Così il Distretto ligure delle tecnologie marine ha fatto sistema”

Il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine come piattaforma di innovazione, ponte tra imprese e ricerca e strumento per rafforzare la competitività del sistema produttivo ligure. È questo il cuore dell’intervento di Lorenzo Forcieri ospite di Blue Talk, dove ha ripercorso anche le tappe della sua lunga carriera istituzionale.

Parlando del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine, Forcieri ne ha ricordato la natura di “società consortile” che mette in rete grandi player industriali come Leonardo, Fincantieri e Sanlorenzo, insieme a circa ottanta piccole e medie imprese, il consorzio Tecnoman Liguria, e al sistema della ricerca rappresentato da Enea, Cnr e Università di Genova.

“La sostanza è mettere a confronto diretto le imprese con il sistema della ricerca per produrre innovazione”, ha spiegato Forcieri, sottolineando come il distretto abbia consentito nel tempo la partecipazione a progetti europei, nazionali e regionali, generando oltre cento iniziative e circa cento milioni di euro di contributi.

Un modello che, secondo l’ex presidente dell’Autorità portuale della Spezia, ha anticipato i tempi: “Quando siamo nati nel 2009 era una visione pionieristica, oggi tutti parlano di fare sistema”, ha osservato, evidenziando anche il ruolo della formazione come elemento decisivo nei processi di transizione tecnologica.

Tra i progetti citati, Blueports e B-Stream Power, entrambi legati alla transizione energetica e alla blue economy. Il primo punta alla formazione di figure professionali per la trasformazione dei porti verso il net zero energy, mentre il secondo riguarda la costruzione di reti e servizi per l’economia del mare. “Non attendere soltanto gli obiettivi dall’alto, ma proporre dal basso nuovi modelli di sviluppo”, ha aggiunto Forcieri, annunciando anche un ulteriore progetto ancora riservato, che coinvolgerebbe soggetti civili e militari del territorio.

Proprio la dimensione duale, civile e militare, è uno degli elementi distintivi del distretto, che include nel proprio consiglio anche un rappresentante del ministero della Difesa.

Nella parte finale dell’intervista, il focus si è spostato sulla questione degli spazi produttivi alla Spezia, tema particolarmente sentito nel comparto della nautica. Forcieri ha riconosciuto la crescita del settore e la necessità di trovare un equilibrio: “Il problema è reale, ma con una capacità programmatoria si possono mantenere le funzioni della Marina militare e allo stesso tempo liberare spazi per nuove attività”.

Una posizione che punta alla ricerca di un’armonizzazione tra esigenze diverse: da un lato la continuità delle attività strategiche della Marina militare, dall’altro lo sviluppo della filiera nautica e industriale.

In chiusura, nessuna ricetta dall’alto ma un richiamo al metodo: “Il dialogo, il confronto e soprattutto l’ascolto delle esigenze di ciascuno sono la strada giusta. Il conflitto non giova a nessuno e rischia solo di ridurre le possibilità di sviluppo del territorio”.

La replica dell’intervista andrà in onda su Rlv – La Radio a colori venerdì alle 18 e domenica alle 12.

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