Nel corso della direzione nazionale del Partito democratico, il consigliere regionale spezzino Andrea Orlando è intervenuto sul tema della costruzione dell’alleanza di centrosinistra e sulla necessità di ridefinire gli equilibri interni alla coalizione, a partire dal ruolo delle forze di centro e dalla tenuta del progetto politico complessivo. Parole e ragionamenti che valgono per il panorama nazionale, ma che non possono non essere letti con le lenti di chi, come gli spezzini, tra un anno scarso sarà chiamato a votare per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco.
Secondo Orlando, il confronto interno al Pd non riguarda una contrapposizione tra “riformisti e massimalisti”, ma tra “riformismi diversi”. L’ex ministro del Lavoro ha sottolineato come il riformismo non possa essere identificato con una semplice difesa delle compatibilità esistenti o con “ricette neoliberali”, che a suo giudizio non sarebbero adeguate a rispondere alle condizioni attuali. In questo quadro, ha richiamato anche il tema del salario minimo, definendolo una proposta pienamente compatibile con un’impostazione riformista.
Sul piano politico più generale, Orlando ha evidenziato la necessità di affrontare il nodo del posizionamento del centro all’interno del centrosinistra.
“Credo che, così come noi abbiamo bisogno di allargare, ci sia anche il tema di come il centro si colloca dentro una coalizione di centrosinistra”, ha affermato, sottolineando come questa dinamica possa incidere sull’evoluzione del quadro politico nei prossimi mesi.
L’ex ministro ha inoltre ragionato sullo scenario europeo, evidenziando una possibile contraddizione tra le famiglie politiche progressiste e alcune scelte dell’Unione europea. In particolare, ha richiamato il rapporto tra Partito popolare europeo ed Ecr, definendo “stridente” per i socialisti il contesto di un’Europa impegnata su temi come il riarmo e la “remigrazione”. Una dinamica che, secondo Orlando, richiede una riflessione politica più ampia da parte del Pd e delle forze progressiste.
Infine, Orlando ha rilanciato l’idea di una “alleanza costituzionale” costruita dal basso, capace di coinvolgere anche soggetti oggi esterni all’attuale perimetro del centrosinistra. Il progetto, ha spiegato, dovrebbe partire da iniziative di ascolto e partecipazione dei diversi mondi sociali, andando oltre la sola dimensione delle leadership e dei rapporti tra partiti. “L’idea che la coalizione sia già a posto non fa i conti con la diversità degli elettorati del centrosinistra”, ha osservato, invitando a un lavoro di ricomposizione politica e sociale che parta dai territori e dalle istituzioni locali.
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