Campo in ferro, il Partito democratico: “Non si chiami bonifica ciò che non lo è

“Le dichiarazioni dell’assessore Cimino all’assemblea pubblica di Marola lasciano molta perplessità. Affermare che “la bonifica è già svolta” è fuorviante, quando sul futuro dell’area i cittadini meriterebbero invece risposte chiare: cosa si intende esattamente per “restituzione alla città” e con quali tempi?”. A domandarlo sono i consiglieri del gruppo del Partito democratico, i componenti del Forum Ambiente e la segreteria dell’Unione comunale Pd, intervenendo in seguito alle dichiarazioni rese dall’assessore ai Rapporti con le forze armate nelle ultime battute dell’assemblea pubblica convocata per discutere della chiusura della Darsena Duca degli Abruzzi da parte della Marina militare.

“Nel 2003 la perizia dell’ingegner Boeri, nominato dalla Procura della Repubblica, accertò nell’area la presenza di amianto, uranio impoverito, olii, vernici e solventi. Dati riconfermati dalla Procura nel 2019 e nelle relazioni di prefattibilità del progetto Basi Blu. A giugno 2025 – ricordano dal Partito democratico – il portale del ministero della Difesa segnalava nelle acque prospicienti l’area valori di Pcb — bifenili policlorurati, sostanze cancerogene vietate dagli anni ’80 che non si degradano nell’ambiente — superiori alle soglie di contaminazione. Da allora abbiamo assistito all’apposizione di un telone impermeabile come prima risposta, un progetto sperimentale di fitorisanamento su parte dell’area i cui risultati non sono mai stati resi pubblici e una caratterizzazione dei fondali completata solo nel 2024, anch’essa senza esiti noti.
Una cosa è certa: la bonifica non è mai arrivata, al netto delle dichiarazioni di Cimino”.

La nota dei democratici prosegue: “Occorre essere chiari: bonificare significa rimuovere fisicamente gli inquinanti, mentre coprire di cemento significa tenerli lì, a contatto con le falde e con il mare. Si tratta di due cose radicalmente diverse e il D.Lgs. 152/2006 non lascia spazio a interpretazioni: chi inquina è obbligato a bonificare. Anche se si tratta della Marina militare. Come gruppo Forum ambiente, gruppo consiliare del Partito democratico e segreteria dell’Unione comunale Pd chiederemo risposte certe, in consiglio e attraverso una commissione dedicata in cui l’assessore venga formalmente audito circa gli esiti della conferenza dei servizi – di cui chiederemo i verbali – e i risultati della caratterizzazione oltreché del fitorisanamento. Parliamo di una contaminazione che non conosce confini di borgata: i Pcb nelle acque e gli inquinanti nel suolo riguardano la salute di tutta la città e del suo golfo. È ora che le istituzioni locali facciano la loro parte”.

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