A Roma, nel corso dell’audizione dei sindacati con il Capo di Stato Maggiore sul futuro delle basi navali, la Fp Cgil rilancia le proprie proposte per la riqualificazione della Base navale della Spezia. Da tempo il sindacato denuncia carenze strutturali e di organico e chiede un’accelerazione del piano di investimenti, oltre a un intervento straordinario sulle assunzioni: “Questo pomeriggio – spiega Emanuele Bernardini, funzionario della Fp Cgil della Spezia – consegnerò ufficialmente al Capo di Stato Maggiore un documento con le nostre proposte per il rilancio della Base Navale spezzina, attualmente vittima di gravi carenze sia dal punto di vista assunzionale che da quello infrastrutturale. Chiediamo con forza un’accelerazione nel doveroso piano di investimento che da troppo tempo il nostro territorio sta attendendo per la riqualificazione di una Base navale così strategica e paradossalmente così dimenticata. La Spezia infatti non ha mai vissuto una concreta fase di rilancio e di investimento. Basti pensare che all’interno dell’Arsenale si è partiti con le demolizioni ma siamo ben lontani dalla ricostruzione: altro che Base del futuro, siamo fermi all’Arsenale 5.forse! Il rilancio infrastrutturale della Base navale spezzina oltre che essere essenziale per ridare dignità ad un luogo e alla sua prestigiosa storia, è fondamentale anche e soprattutto per ridare la stessa dignità anche a lavoratrici e lavoratori e per rendere la Base appetibile in una prospettiva di auspicate e necessarie nuove assunzioni. Tale appetibilità passa, a nostro avviso, anche attraverso azioni di miglioramento della condizione di benessere per il personale civile. Riteniamo, ad esempio, indispensabile che si riattivino procedure di rimborso o di sostegno, oggi bloccate per mancanza di finanziamento, per coloro che devono pagare un affitto o si individuino spazi all’interno della Base per realizzare Foresterie ad uso del Personale Civile. Ma non può esserci rilancio vero senza un serio piano straordinario di assunzioni. Quelle fatte fin qui non sono assolutamente sufficienti per ridare linfa e vitalità alla nostra Base. Solo per fare alcuni esempi citiamo il caso della vigilanza in cui il personale è costretto a sostenere turni massacranti e ricorrere a straordinari per garantire il servizio. Emblematica è la scelta di ricorrere alla ormai sistematica chiusura della Porta Principale, simbolo dell’Arsenale spezzino. Questo è solo un esempio ma non vi è un solo ufficio che non sconti gravi carenze di personale su questo un segnale che inverta con decisione la tendenza di inesorabile svuotamento della Base Navale spezzina. E con altrettanta chiarezza vogliamo ribadire la nostra contrarietà nei confronti di qualsiasi tipo di esternalizzazione.”