Festival giornalistico delle Cinque Terre, a Buranco confronto su Europa, libertà di espressione e politica internazionale

Grande partecipazione di pubblico all’evento organizzato l’altra sera a Buranco per la premiazione del 16° Festival giornalistico delle Cinque Terre. Una rassegna che negli anni passati ha visto premiati famosi giornalisti quali Vespa e Giletti, così ha voluto ricordare il sen. Luigi Grillo, che ospita ogni anno nella sua tenuta il premio giornalistico, dopo avere richiesto al musicista Lorenzo Cimino di suonare in apertura della serata l’inno di Mameli.

Ha poi proseguito il dibattito con domande rivolte al giornalista premiato Francesco Giubilei; subito in apertura è intervenuto Loriano Isolabella, che ha voluto innanzitutto precisare le motivazioni per cui il Festival Paganiniano di Carro ha voluto essere presente e coprotagonista del premio giornalistico delle Cinque Terre, che per il prossimo futuro dovrà coinvolgere tutto l’entroterra delle Cinque Terre, ossia la Val di Vara.

È stato inoltre sottolineato come musica e giornalismo condividano una funzione comune, quella di strumenti essenziali di comunicazione del nostro tempo, con il diritto e il dovere di esprimersi in libertà.

Il giornalista, editore e autore di pubblicazioni culturali e socio-etiche ha voluto ribadire come, a suo avviso, esista ancora oggi il rischio di forme di negazione o discriminazione culturale dell’espressione, rendendo necessarie ulteriori correzioni normative e una legislazione di tutela che potrebbe risultare ancora insufficiente.

Successivamente Paolo Ardito ha chiesto al premiato alcune valutazioni sull’Europa, che, di fronte al possibile disimpegno degli Stati Uniti, dovrebbe dotarsi di un proprio sistema di difesa, con maggiori risorse finanziarie e inevitabili sacrifici in altri settori dello Stato, come sanità e assistenza sociale.

Giubilei ha però sottolineato come, prima ancora di questo tema, vi sia la necessità di attribuire una effettiva competenza legislativa al Parlamento europeo, consentendogli di incidere sulla sovranità degli Stati membri per costruire una reale politica comune europea. A suo avviso, oltre a maggiori risorse per la difesa, servirebbero anche politiche economiche comuni e un rafforzamento della moneta unica, oggi ancora insufficiente a guidare pienamente la politica economica dell’Europa.

Brevi accenni sono stati dedicati anche alle prossime elezioni politiche del 2027 e all’incertezza del loro esito, anche in relazione a una legge elettorale le cui modalità sono ancora difficili da prevedere.

Tutti i presenti hanno comunque convenuto che non possono essere le leggi elettorali a determinare il risultato delle maggioranze di governo, ma che debbano essere i programmi delle singole coalizioni a definire chi guiderà il Paese nei prossimi cinque anni. Un giudizio condiviso è infine emerso sulle capacità dell’attuale premier, pur con valutazioni differenti sull’operato complessivo delle componenti della sua maggioranza.

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