Un’attività temporaneamente sospesa, due sequestri amministrativi di prodotti e sanzioni per un totale complessivo di circa diecimila euro. È questo il bilancio dei provvedimenti scattati a carico dei titolari di circa la metà dei ristoranti di pesce ispezionati nel territorio spezzino, sanzionati per il mancato rispetto delle norme sull’igiene dei locali, sulle procedure di conservazione e sulla tracciabilità degli alimenti.
Le sanzioni sono il risultato di un’operazione congiunta che ha visto impegnati i Carabinieri Forestali della provincia della Spezia e il personale del Servizio “Igiene degli alimenti di origine animale” dell’Asl 5. In totale sono state ispezionate nove diverse attività di ristorazione dislocate tra i comuni di La Spezia, Lerici e Sarzana.
L’ispezione era nata originariamente come una campagna mirata a individuare eventuali traffici illeciti di anguilla europea, una specie rigorosamente tutelata dalla normativa internazionale Cites che ne regola il commercio per evitarne l’estinzione.
Sotto questo specifico profilo, i controlli hanno dato esito negativo, confermando la regolarità delle posizioni dei ristoratori: in un solo caso è stata rinvenuta l’anguilla europea, risultata regolarmente acquistata e tracciata, mentre in un altro locale è stata trovata l’anguilla rostrata (tipica del Nord America), specie che non rientra tra quelle protette dalla Cites e che è risultata legittimamente detenuta. Le operazioni erano inizialmente focalizzate sulla tutela della fauna protetta, ma le verifiche si sono di fatto estese alla sicurezza agroalimentare generale.