Potrebbe essere questione di ore, ma la fumata bianca continua a farsi attendere. Lo Spezia non ha ancora sciolto le riserve sul nome del nuovo responsabile dell’area tecnica, la figura chiamata a guidare la ricostruzione dopo la retrocessione in Serie C. Nel fine settimana era attesa la scelta definitiva da parte di Charlie Stillitano e del proprietario Thomas Roberts, che tra ieri e oggi hanno proseguito il confronto con i candidati già incontrati durante la recente permanenza italiana dello stesso Stillitano. Le interlocuzioni delle ultime quarantotto ore sono servite ad approfondire ulteriormente programmi, visioni e prospettive, ma non hanno ancora prodotto il verdetto finale. Un segnale che racconta quanto la partita sia ancora aperta e quanto i profili rimasti in corsa siano considerati entrambi all’altezza del compito. A guidare la volata restano infatti Matteo Lovisa e Guido Angelozzi, protagonisti di un confronto sempre più serrato e destinato a risolversi sul filo di dettagli che potrebbero rivelarsi decisivi.
Sono loro, oggi, i due nomi più accreditati per assumere le chiavi dell’area tecnica bianca. Due dirigenti diversi per percorso, esperienza e impostazione. Da una parte Angelozzi, dirigente di lungo corso e profondo conoscitore del calcio italiano, uno degli artefici della crescita dello Spezia che arrivò fino alla storica promozione in Serie A con Vincenzo Italiano in panchina. Dall’altra Lovisa, dirigente emergente che in pochi anni si è costruito una reputazione importante, portando realtà come Pordenone e Juve Stabia a competere ai massimi livelli della Serie B e raggiungendo, a soli trent’anni, risultati che ne hanno fatto uno dei profili più apprezzati della nuova generazione.
L’impressione è che Lovisa continui a godere di particolare considerazione da parte di Stillitano, mentre Angelozzi conserva estimatori autorevoli all’interno della cerchia che sta accompagnando il presidente nelle valutazioni. Sullo sfondo resta il ruolo di Roberts, chiamato a ponderare non soltanto l’aspetto economico dell’operazione, ma soprattutto la sostenibilità e l’orizzonte del progetto tecnico che dovrà accompagnare lo Spezia nei prossimi anni.
La sensazione è che il traguardo sia ormai vicino. Le ultime ore di confronto hanno ulteriormente ristretto il campo e lasciato indietro gli altri candidati, che al momento sembrano rincorrere, pur restando in vita in attesa di ulteriori sviluppi. Manca però ancora l’ultimo passaggio, quello destinato a indirizzare il futuro del club. A quasi un mese dalla notte di Pescara e dalla retrocessione in Serie C, la scelta che dovrà inaugurare la ripartenza resta ancora sospesa.