Ore 22.32: lo Spezia torna in serie C e chiude l’età dell’oro durata quattordici anni


PESCARA-SPEZIA 1-1

10° Faraoni, 73° Artistico

 

PESCARA (4-3-2-1) Saio; Faraoni (80° Altare), Capellini, Bettella, Letizia (78° Tsadjout); Acampora (71° Caligara), Brugman, Valzania (78° Oliveri); Olzer, Insigne; Di Nardo. (Brondbo, Meazzi, Merola, Fanne, Graziani, Gravillon, Russo, Corbo).
All. Giorgio Gorgone

SPEZIA (3-5-2): Mascardi; Mateju, Hristov, Bonfanti; Beruatto (76° Aurelio), Comotto (66° Nagy), Romano, Valoti (24° Vignali), Adamo (46° Sernicola); Lapadula, Di Serio (46° Artistico). (Loria, Radunovic, Ruggero, Bellemo, Bertoncini, Skjellerup).
All. Luca D’Angelo

Arbitro: Daniele Doveri (Roma 1).
Assistenti: Vittorio Di Gioia (Nola), Andrea Zezza (Ostia Lido).
Quarto ufficiale: Riccardo Tropiano (Bari).
Var e Avar: Valerio Marini (Roma 1), Stefano Del Giovane (Albano Laziale).

Angoli: 3-1
Ammoniti: Vignali, Olzer, Romano, Nagy

Recupero: 1′ e 6′

Lo Spezia torna in serie C chiudendo un’età dell’oro durata 14 anni, i più importanti della propria storia calcistica recente. Sul campo del Pescara arriva un pareggio che serve solo a evitare l’umiliazione dell’ultimo posto in classifica, a cui mai gli aquilotti erano andati così vicini in trenta partecipazioni alla cadetteria. Sul campo la solita prova senza sostanza, un gol preso sotto le gambe e un pareggio trovato al termine di un’azione casuale.

Charlie Stillitano e Andrea Gazzoli

 

Cronaca.
Battere il Pescara, sperare che il Bari perda in casa del Catanzaro, che la Reggiana non vinca contro la Sampdoria e che almeno una tra Entella, Empoli e Sudtirol non faccia bottino pieno. Questo l’unico incastro per permettere allo Spezia di evitare la retrocessione in serie C in questa sera dell’8 maggio 2026, ultima giornata del campionato di serie B 25/26. Una strada stretta e in salita all’imbocco della quale il club aquilotto si è portato un errore dietro l’altro, un’occasione persa a seguirne un’altra, delusione dopo delusione. L’ultima il mancato terzo gol che avrebbe garantito la vittoria contro il Venezia una settimana fa contro una squadra già pronta a festeggiare la promozione aritmetica.

L’arbitro Doveri calibra il fischio d’inizio su quello dei colleghi per garantire la contemporaneità su tutti i campi. Direttore di gara di altissimo profilo per una partita che potrebbe finire con entrambe le squadre in serie C. Dopo 50 secondi Mascardi ha già respinto un tiraccio potente di Di Nardo da posizione defilata, poi Di Serio scaglia alle stelle un bel tiro di prima intenzione dopo stop di petto al 2°.

Il Pescara guida il gioco, mentre lo Spezia si affida a Valoti per provare a inventare. Non una grande partita finché Mascardi non decide di regalare un’immagine che rischia di essere la quarta di copertina della stagione. Angolo sul secondo palo che attraversa tutta l’area, arriva Faraoni che stoppa e tira centrale nella voragine tra le gambe che il portierino aquilotto lascia. Pescara in vantaggio al decimo minuto, proprio nei frangenti in cui il Bari va sotto a Catanzaro. In questo
momento gli abruzzesi sarebbero ai play out e lo Spezia in serie C.

Dagli aquilotti nessun cenno di vita. L’unico sussulto è un problema fisico di Valoti che la 24° chiede il cambio e lo ottiene. Dentro Vignali. Entra malissimo lo spezzino. Dopo dieci minuti è già ammonito per un fallo su Acampora, poi sbaglia un disimpegno e per poco non lancia Insigne verso la porta di Mascardi. Quel poco di autorevolezza che passava dai piedi di Valoti si è dissolto lasciando un deserto di idee e capacità tecniche. Si sbagliano anche i falli laterali, come quello che Bonfanti consegna tra le mani di Saio quando avrebbe potuto scodellare al centro cercando magari un episodio fortunato. Uno spettacolo miserevole.

Nel frattempo il Bari ha rimontato e ora vince 2-1 a Catanzaro, tra cui giocano le riserve in vista dei play off. La partita dell’Adriatico è svuotata di significato al 40°, il canto dei pescaresi si interrompe e diventa un bisbiglio. Nel settore ospiti non ci sono spezzini; trasferta vietata a causa della follia ultras di un mese fa al centro sportivo Ferdeghini con dieci agenti di Polizia feriti e arresti e diffide arrivati e in arrivo tra i tifosi violenti.

Artistico e Sernicola per Adamo e Di Serio, così si ripresenta lo Spezia in campo per il secondo tempo. La partita perde ancora maggiormente di interesse con il 3-1 del Bari a Catanzaro e a quel punto Sernicola firma il pareggio con un sinistro rasoterra dopo una respinta difettosa della difesa di casa. Serve però un check del Var per capire se c’è un fuorigioco attivo di Bonfanti a disturbare il portiere Saio. Doveri viene chiamato al monitor e annulla la rete. Il difensore scuola Atalanta è uno dei tanti per cui l’esperienza in maglia bianca può essere tranquillamente definita “disastrosa”.

Più o meno attorno all’ora di gioco la curva di casa inizia a lanciare fumogeni e cori contro la proprietà del club. In campo si giochicchia, annichiliti dalle notizie che arrivano dagli altri campi. Il pareggio dello Spezia è frutto di un’azione molto casuale tra un percussione di Romano, un pallone mal controllato da Artistico che infine riesce a sfruttare un assist di Lapadula. Siamo al 71°, il pubblico di casa alza il tono della contestazione.

Il Pescara allora prova a tornare quantomeno in vantaggio, con Caligara che indirizza un tiro potente su Mascardi al 75° trovando il portiere pronto alla respinta. Aurelio per Beruatto è il cambio del quarto d’ora finale di D’Angelo. Aurelio è uno che probabilmente spenderà sul calciomercato una statistica che dice 6 reti e 3 assist giocando da quinto. Chi lo ha visto in stagione sa quanto sia stato spesso svogliato e poco lucido.

Già inutili di per sé, i sei minuti di recupero assegnati da Doveri si protraggono fino al 97° minuto e 22 secondi. Alle 22.32 lo Spezia torna in serie C dopo 14 anni.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​