Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar: b&b e affittacamere non possono fare affidamento sul self check-in

Alla Spezia sono ormai centinaia gli appartamenti messi in affitto da privati per intercettare il flusso turistico verso la città e le Cinque Terre. Un fenomeno esploso in pochi anni e che coinvolge un numero crescente di host, ora chiamati a fare i conti con la stretta del Consiglio di Stato: niente più self check-in senza controllo visivo, torna l’obbligo di riconoscere gli ospiti de visu prima di consegnare le chiavi.

Il Consiglio di Stato, infatti, ha ribaltato le decisioni prese la scorsa primavera dal Tar del Lazio sul riconoscimento de visu dei clienti di bed and breakfast e affitti brevi. Torna quindi pienamente in vigore l’obbligo per i gestori di tutte le strutture ricettive, comprese quelle dedicate alle locazioni turistiche, di verificare di persona l’identità degli ospiti. Oltre a ricevere il documento e trasmetterlo alle autorità di pubblica sicurezza, i gestori devono accertare che chi si presenta sia realmente il titolare della carta o del passaporto esibito.

La vicenda giudiziaria nasce da una circolare del capo della Polizia del 18 novembre 2024, inviata a prefetti e questori. Il documento, emanato alla luce della forte crescita delle locazioni brevi e della delicatezza del contesto internazionale, ribadiva gli obblighi previsti dall’articolo 109 del Tulps: verifica dell’identità tramite riscontro diretto tra persona e documento, e comunicazione tempestiva alla Questura delle generalità degli ospiti. Obiettivo: prevenire rischi per l’ordine pubblico legati all’eventuale alloggio di persone pericolose o vicine a circuiti criminali o terroristici.

Nel maggio scorso, il Tar del Lazio aveva annullato la circolare sostenendo, accogliendo i ricorsi delle associazioni di categoria, che il check-in potesse avvenire anche da remoto.

Il Consiglio di Stato ha ora completamente ribaltato quella lettura, respingendo il ricorso e chiarendo che, nella normativa vigente, l’identificazione de visu resta un presupposto imprescindibile. La sentenza sottolinea che l’accesso al servizio di alloggio è subordinato alla verifica del documento, e per gli stranieri extracomunitari all’esibizione del passaporto o di un titolo equivalente con fotografia. Inoltre, le generalità devono essere trasmesse entro ventiquattr’ore dall’arrivo, o entro sei ore nei soggiorni inferiori a un giorno.

Entrambi gli adempimenti, osservano i giudici, presuppongono che il gestore accerti la corrispondenza tra ospite e foto sul documento.

Pur confermando la legittimità della circolare del Viminale, la sentenza apre all’utilizzo delle nuove tecnologie per il riconoscimento degli ospiti. L’identificazione de visu, scrivono i giudici, non coincide necessariamente con la presenza fisica del gestore: può avvenire tramite dispositivi di videocollegamento installati all’ingresso della struttura, a condizione che consentano di verificare in quel momento la corrispondenza tra la persona e il documento mostrato o inviato telematicamente.

Il Consiglio di Stato precisa che la circolare non esclude tali strumenti, ma si limita a censurare le forme più estreme di self check-in, in cui ci si limita a raccogliere una copia dei documenti e a inviare codici di accesso automatico senza alcun controllo visivo. Un meccanismo che, secondo i giudici, vanifica la ratio di sicurezza prevista dal Tulps. Ora la palla torna al Viminale, chiamato a definire quali tecnologie siano ammesse.

Le associazioni di categoria accolgono positivamente la decisione. Marco Celani, presidente dell’Associazione italiana gestori affitti brevi, sottolinea che la sentenza conferma la possibilità di utilizzare tecnologie che certifichino l’ingresso degli ospiti. E auspica un confronto immediato con il Ministero dell’Interno per chiarire quali strumenti saranno considerati validi.

AirBnB ricorda che il self check-in è una pratica diffusa nel turismo, ma ribadisce che l’identificazione degli ospiti resta obbligatoria, sia di persona che tramite video in tempo reale. La piattaforma si dice disponibile al dialogo con le autorità.

Entusiasta anche la Federazione associazioni ricettività extralberghiera, secondo cui la decisione riconosce un principio essenziale: la sicurezza è imprescindibile, ma non può frenare l’innovazione tecnologica.

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