È passata ormai più di una settimana da quando un fronte sindacale composto da Cgil, Uil, Faisa, Ugl e Cobas ha interpellato direttamente i vertici di Atc Esercizio in merito alla deviazione causata dai lavori sul ponte di Ceparana, parallelamente le segreterie di Uil, Faisa, Ugl e Cobas hanno scritto alla Provincia della Spezia per sollecitare un intervento rapido e proporre una soluzione concreta all’emergenza viabilità che ne è conseguita.
La questione sta in poco posto: gli interventi di riqualificazione in corso nel centro abitato di Ceparana impongono agli autisti un “giro dell’oca” di 3,6 chilometri, a fronte dei 700 metri che li separavano dal piazzale delle corriere. Un allungamento del percorso che provoca ritardi, anche ben superiori ai 30 minuti, per ovviare ai quali gli autisti chiedono di modificare il percorso in quel della Spezia, così da poter recuperare almeno parte del tempo perso.
“La risposta dell’azienda, purtroppo, non lascia spazio all’ottimismo: Atc – affermano in una nota stampa le rappresentanze di Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl e Cobas – ha confermato di aver interloquito con la Provincia proponendo proprio la modifica dell’itinerario da noi suggerita, ma di aver ricevuto un esito negativo. Di conseguenza, l’azienda si dichiara impossibilitata a procedere autonomamente con la modifica delle linee. Resta l’amarezza nel constatare come un provvedimento così lineare continui a essere ignorato dagli enti decisori. La proposta è semplice: permettere alle linee C e SC, una volta raggiunta la fermata dell’ospedale, di proseguire verso via Spallanzani e la stazione Fs. Questa variazione permetterebbe di assorbire parzialmente i pesanti ritardi accumulati a causa della deviazione verso Ceparana, di alleviare la fragilità della linea C, già provata da mesi dalle criticità in località Pian di Madrignano, e non per ultimo ridurrebbe lo stress operativo degli autisti, oggi costretti a gestire turni impossibili”.
Aspetti migliorativi che non hanno colto nel segno. “Nonostante le richieste avanzate da noi e dall’azienda, il muro alzato dalla Provincia rappresenta un atto di rassegnazione inaccettabile. Ignorare questa via d’uscita significa accettare che il degrado del servizio pubblico ricada interamente sulle spalle degli utenti e dei lavoratori. Rinnoviamo con forza la richiesta di un intervento immediato. Non è più tempo di rimpalli di responsabilità: la comunità ha bisogno di soluzioni logistiche, non di silenzi istituzionali”, concludono i sindacati.