“Malamovida”, entreranno in azione sei steward per quattro sabati sera più la notte di Capodanno

Cinque serate per un totale di 25 ore di monitoraggio, affidate a sei operatori tra il 6 e il 31 dicembre: sono i contorni del nuovo servizio di “monitoraggio e osservazione del contesto cittadino” varato dal Comune della Spezia, un annuncio che ha immediatamente acceso il dibattito pubblico. Con una determina firmata dal comandante della Polizia locale, Francesco Bertoneri, l’amministrazione ha assegnato l’incarico alla ditta Investigazioni & Security XXX, con sede a Sarzana.

L’iniziativa, definita un “progetto sperimentale di potenziamento dei servizi serali di vigilanza”, punta a contenere i fenomeni ricondotti alla cosiddetta “malamovida” e a garantire “adeguati livelli di sicurezza urbana”, affidandosi a personale ausiliario formato per il presidio e il monitoraggio del centro. L’obiettivo dichiarato è prevenire “situazioni pregiudizievoli per l’incolumità pubblica e il decoro urbano”.

Il servizio sarà attivo nei sabati di dicembre e nella serata di Capodanno, con una squadra di sei steward coordinati dalla Polizia locale e in servizio dalle 21 alle 2. L’affidamento è avvenuto in forma diretta sulla base di un’offerta ritenuta congrua, per un costo complessivo di 5.000 euro, Iva inclusa.

La decisione ha però suscitato perplessità tra le opposizioni e alcune realtà cittadine. Le critiche si appuntano soprattutto sulla scelta di esternalizzare un’attività che, secondo i detrattori, dovrebbe restare in capo alle forze dell’ordine già operative sul territorio. Non manca chi sostiene che eventuali costi aggiuntivi dovrebbero ricadere sui gestori dei locali che traggono beneficio dalla presenza di giovani nelle ore serali.

C’è poi chi contesta la stessa narrativa della “malamovida”: le lamentele dei residenti, osservano diversi cittadini, sarebbero limitate a poche piazze frequentate dai giovanissimi, senza che si registrino episodi degni di particolare allarme. Da qui gli appelli a spostare il baricentro delle politiche comunali verso un maggiore ascolto e coinvolgimento dei giovani, anziché sulla sorveglianza.

Il dibattito resta aperto, tra chi invoca maggior controllo e chi teme un eccesso di securitarismo in una città che, sostengono gli altri, non presenta situazioni tali da giustificarlo.

 

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