Onwatch rilancia l’allarme su emissioni portuali e futuro di Calata Paita: “Servono un confronto pubblico e una mobilitazione della città”

La recente audizione del presidente dell’Autorità di sistema portuale, Bruno Pisano, davanti alla seconda commissione comunale – convocata su richiesta della consigliera di LeAli a Spezia Giorgia Lombardi, dopo la bocciatura della proposta di una commissione dedicata alle questioni portuali – ha riportato al centro del dibattito le criticità che gravano sul porto della Spezia. Una realtà complessa, dove interessi differenti e talvolta conflittuali cercano un equilibrio ancora lontano, come ricorda in una nota Giuliano Leone, presidente del comitato civico Onwatch.

L’associazione sottolinea due priorità: “da un lato il monitoraggio e la denuncia delle emissioni irregolari del porto crocieristico (e non) che la città subisce da anni”; dall’altro il diritto della comunità spezzina a partecipare alla definizione del progetto di urbanizzazione di Calata Paita, una volta esclusa l’area riservata alle attività crocieristiche.

Sul fronte ambientale, Onwatch ricorda di aver trasmesso alle autorità diverse segnalazioni legate ai comportamenti delle navi durante gli scali. Se da un lato il percorso verso l’elettrificazione delle banchine rappresenta un segnale incoraggiante, dall’altro il comitato evidenzia come il cold ironing non risolva completamente il problema: le navi, infatti, continueranno ad arrivare e ripartire consumando grandi quantità di carburante – oltre due tonnellate all’ora per le unità più grandi, con livelli di zolfo cento volte superiori ai limiti previsti per le auto diesel. Ma a preoccupare è anche la tempistica: nonostante il collaudo tecnico per la connessione terra-bordo sia avvenuto in ottobre, l’obbligo europeo di allaccio entrerà in vigore soltanto nel 2030.
“Cinque anni ancora, che si sommano ai dieci precedenti”, osserva Onwatch, che sottolinea come, nel frattempo, le norme sulle emissioni debbano essere rispettate rigorosamente. Anche perché dal 1° maggio il Mediterraneo è diventato area Seca, con limiti più stringenti sul contenuto di zolfo. All’incertezza sull’adeguamento delle navi si aggiunge un altro punto: la futura stazione marittima sarà di proprietà delle compagnie di navigazione, mentre il nuovo molo viene realizzato con fondi Pnrr e Adsp.

Il secondo capitolo riguarda il waterfront e l’urbanizzazione di Calata Paita, un’area strategica il cui futuro, secondo Onwatch, rimane avvolto nell’incertezza. Le informazioni ufficiali – ribadite anche da Pisano durante la commissione – indicano che al momento non esistono progetti né investitori. Una situazione che, denuncia il comitato, non trova adeguata chiarezza da parte del Comune.
Onwatch ricorda che già in passato aveva espresso la preoccupazione che, dopo la bocciatura della commissione sul porto, eventuali progetti potessero “uscire all’ultimo momento dal cilindro”. Un rischio che il comitato torna a segnalare con fermezza: “Questo non dovrà accadere”. L’area, come dichiarato in più occasioni dal sindaco Peracchini, dovrà essere restituita alla godibilità dei cittadini, ma per il comitato questo obiettivo va garantito sin dalla fase di progettazione, considerando anche le limitazioni legate alla vicinanza con le navi e le loro emissioni.

Per Onwatch serve una mobilitazione cittadina: “Il progetto va pensato da chi in questa città vive e ha pagato – e paga – il prezzo della sua difficile relazione con il mare”. Un appello rivolto anche al Comune, che secondo l’associazione dovrebbe avere una propria proposta guida, e non lasciare spazio a operazioni calate dall’alto, come la partecipazione, da parte della Regione Liguria, all’evento immobiliare di Cannes, dove l’area è stata presentata agli investitori internazionali “senza esiti noti”.

Un primo sondaggio promosso da Onwatch ha già raccolto indicazioni chiare dai cittadini: spazi verdi, aree per il relax, luoghi dedicati alla cultura, e un netto rifiuto a speculazioni edilizie o incrementi della movida.
Il comitato annuncia che proseguirà su questa linea e che chiederà all’amministrazione un incontro pubblico dedicato esclusivamente al futuro di Calata Paita.

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