Life Support, sbarcati i 71 migranti dalla nave di Emergency. Tra loro 12 donne e 17 minori

I naufraghi si trovavano a bordo di un gommone sovraffollato e privo dei dispositivi di sicurezza, avvistato mercoledì 8 aprile nel primo pomeriggio direttamente dal ponte di comando della nave di Emergency, che è intervenuta prontamente per soccorrere e portare al sicuro tutti.

“Abbiamo da poco concluso lo sbarco e così, dopo più di tre giorni di navigazione, finalmente i naufraghi soccorsi in questa missione sono potuti scendere a terra – afferma Gabriele Padovan, Comandante della nave SAR di Emergency -. Mentre la Life Support si prepara a una nuova missione nel Mediterraneo centrale, auguriamo alle persone appena sbarcate il meglio per il loro futuro”.

Le 71 persone soccorse, tra cui 12 donne e 17 minori di cui 11 non accompagnati, erano partite dalle coste libiche e provengono in prevalenza da Mali, Costa d’Avorio e Burkina Faso, Paesi afflitti da violenze, povertà, crisi climatica e insicurezza alimentare.

“Tra i naufraghi appena sbarcati a terra erano presenti uomini, donne, minori non accompagnati, bambini ed anche una donna in stato di gravidanza e una neonata di due mesi – commenta Silvana Zaccardi, dottoressa a bordo della Life Support di Emergency –. Nei giorni di navigazione verso La Spezia, alcune delle persone soccorse ci hanno raccontato la loro storia, fatta di respingimenti, detenzioni, violenze, percosse avvenute con oggetti metallici e torture subite durante il periodo di permanenza in Libia. Brutalità che hanno lasciato segni sia psicologici che fisici, quali bruciature, fratture e amputazioni. Ci auguriamo che il nostro Paese garantisca a queste persone le cure fisiche e psicologiche di cui hanno bisogno”.

Una delle donne soccorse ha condiviso la sua esperienza drammatica: “Ho lasciato il mio Paese a causa della guerra, quando sono stata rapita e portata in territorio nigeriano attraverso la savana. Dopo la Nigeria sono arrivata in Libia, dove sono stata nuovamente rapita e imprigionata. I miei carcerieri mi hanno picchiato su tutto il corpo, rompendomi anche i denti. Ora che finalmente sono arrivata in Europa desidero rispettarne le regole e vivere in pace”.

Di fronte al dramma di persone che scappano da guerra, violenze e fame, davanti alla tragedia dei naufragi e alle oltre 770* vittime del Mediterraneo centrale nei primi mesi di quest’anno, il governo continua a colpire migranti e ONG anziché impegnarsi per un ampliamento delle vie legali e sicure di ingresso nell’UE e per una missione SAR europea. Nelle stesse ore in cui la Life Support navigava verso La Spezia, è stato infatti bollinato dalla Ragioneria della Stato ed è pronto per approdare in Parlamento il Ddl Immigrazione, che riduce le tutele per le persone in movimento e introduce nuovi ostacoli per le navi della flotta civile impegnate in attività di ricerca e soccorso, come il blocco navale transitorio.

“Misure preoccupanti – commenta Jonathan Nanì La Terra, capomissione della nave SAR di Emergency -. Come facciamo sempre, noi continueremo ad operare nel rispetto del diritto internazionale per prestare soccorso in mare e salvare vite umane, senza girarci dall’altra parte”.

Con lo sbarco di oggi la Life Support ha concluso la sua 42esima missione nel Mediterraneo centrale, regione in cui opera dal dicembre 2022. Durante questo periodo, la nave SAR di Emergency ha soccorso in tutto 3.442 persone.

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