Quanto accaduto ala Spezia, in occasione del rientro dei giocatori dopo la trasferta di Carrara, rappresenta un fatto gravissimo che impone una riflessione profonda. Un gruppo di individui, che non possono essere definiti tifosi, ha aggredito i poliziotti impegnati in un servizio di tutela, colpendoli mentre svolgevano il proprio dovere per garantire la sicurezza.
“È inaccettabile che chi indossa una divisa, operando ogni giorno tra mille difficoltà e con evidenti carenze di risorse, venga percepito da una parte della cittadinanza come un bersaglio da abbattere a prescindere, come fosse ‘carne da macello’. Questo atteggiamento, che purtroppo si sta diffondendo non solo negli stadi ma anche nelle piazze, alimenta un clima pericoloso e sempre più teso, con ricadute pesanti sul piano umano e professionale per gli operatori di polizia”. Lo scrive Roberto Traverso del sindacato Siap Liguria commentando la follia ultras di Pasquetta, quando un gruppo di circa cinquanta scalmanati ha ferito dieci agenti di Polizia che stavano difendendo i giocatori e i dirigenti dello Spezia al rientro dalla sconfitta nel derby.
“I continui episodi di violenza, accompagnati da veri e propri bollettini di personale ferito – tra reparti mobili, Digos e uffici territoriali – non possono diventare normalità. Non è accettabile dover contare, ogni volta, il numero dei colleghi lesionati al termine di servizi già resi complessi da organici insufficienti e condizioni operative difficili. Tutto questo stride fortemente con l’immagine che emerge durante le celebrazioni ufficiali della Festa della Polizia, momenti importanti e sentiti, ma spesso caratterizzati da una rappresentazione edulcorata e istituzionalmente equilibrata che non restituisce fino in fondo la realtà quotidiana vissuta dagli operatori sul territorio”, accusa Traverso.
“Riteniamo doveroso evidenziare una differenza significativa emersa in Liguria. Abbiamo apprezzato le parole del Questore della Spezia, dottor Salvo, che anche durante la Festa della Polizia ha dimostrato coerenza e senso di responsabilità, riconoscendo apertamente la carenza di risorse e le difficoltà operative. Un approccio che, purtroppo, non abbiamo riscontrato in altre realtà del territorio ligure, in particolare a Genova e a Imperia, dove continua a prevalere una narrazione che non dà adeguato riscontro alle criticità legate agli organici. È proprio da questa consapevolezza che deve partire un cambio di passo. Per affrontare fenomeni sempre più complessi e pericolosi, sia negli stadi sia nelle piazze, servono risorse adeguate, uomini e mezzi sufficienti, e una strategia che metta al centro la tutela di chi garantisce la sicurezza di tutti. Siamo fiduciosi nel lavoro che stanno svolgendo gli inquirenti per fare piena luce su quanto accaduto alla Spezia e auspichiamo che da questa vicenda arrivi un segnale forte sul piano istituzionale”.