Questa mattina nella Sala Marmori della Camera di commercio, nell’ambito delle iniziative per la Giornata del Mare 2026, sono stati presentati i numeri del comparto con l’illustrazione del report curata da Olivia Zocco, responsabile del Servizio Informazione economica e Orientamento al lavoro dell’ente camerale, che si è soffermata anche sulla pluralità di competenze, tra cui le soft skills, che i giovani devono sviluppare per un approccio efficace al mondo del lavoro.
L’economia del mare si conferma un settore centrale per la provincia della Spezia, rappresentando nel 2023 il 17,4% dell’intera economia provinciale con un valore generato di oltre 1,3 miliardi di euro. Al termine del 2025 le imprese attive in questo comparto sono risultate 3.051, segnando un incremento dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Tale dinamica appare più favorevole rispetto alla tendenza regionale, che nello stesso periodo è rimasta sostanzialmente stabile.
All’interno delle diverse filiere si osservano andamenti differenziati. La crescita più marcata ha interessato le attività sportive e ricreative, aumentate del 6%, seguite dai servizi di alloggio e ristorazione, cresciuti del 3,4%. Al contrario, si è registrata una contrazione nel numero di imprese della filiera ittica, diminuite del 6,3%, e della cantieristica, in calo del 6%, con una flessione non limitata al territorio spezzino ma estesa a tutta la Liguria.
Sotto il profilo occupazionale, gli addetti della blue economy costituiscono il 25,5% del totale provinciale alla fine del 2025. Nonostante una lieve flessione complessiva del numero di lavoratori nel settore, pari all’1,5%, alcuni comparti hanno mostrato segni di espansione, come l’industria delle estrazioni marine e le attività sportive e ricreative. La movimentazione di merci e passeggeri via mare ha invece subito il calo occupazionale più significativo, con una riduzione del 18% degli addetti in un solo anno.
Il settore delle esportazioni ha mostrato una performance rilevante, con un raddoppio dei valori tra il 2020 e il 2025 e una crescita del 23,3% solo nell’ultimo anno. La cantieristica nautica rimane il motore principale dell’export spezzino, incidendo per il 47,7% sul totale delle vendite all’estero della provincia. Questo dato posiziona La Spezia al primo posto in Italia per incidenza della cantieristica sul volume complessivo delle esportazioni locali.
Per quanto riguarda l’attività portuale, nel 2025 sono state movimentate oltre 12,6 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 3,3%. Il risultato è stato trainato soprattutto dalle rinfuse liquide e solide, mentre le merci in container hanno registrato una flessione del 2%. Il traffico crocieristico ha segnato un aumento del 16,3%, mentre il turismo nel suo complesso ha mostrato segnali di rallentamento, con una diminuzione del 2,5% negli arrivi e del 2,1% nelle presenze, attribuibile principalmente alla minore affluenza di visitatori stranieri.
“L’economia del mare alla Spezia – ha concluso Enrico Lupi, presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria – registra a livello nazionale un impatto moltiplicatore rilevantissimo. Con riferimento ai dati 2025, l’incidenza del settore della blue economy sul totale delle attività economiche è del 17,7%, contro un’incidenza del 10,6% registrata a livello regionale. Il trend delle imprese del comparto è in leggera crescita: nel 2025 si è registrato un +0,8% a livello provinciale a fronte di una sostanziale stabilità a livello ligure. Nautica da diporto, portualità, traffico crocieristico e turismo rappresentano gli asset che pongono La Spezia, ormai da diversi anni, ai primi posti delle classifiche. La Spezia si colloca infatti nelle graduatorie provinciali a livello nazionale terza per incidenza del valore aggiunto prodotto dalla blue economy e prima per numero di imprese dell’economia del mare sul totale dell’economia provinciale”.