Panigaglia, 300 milioni da Snam per rigassificare il 30% in più ed estenderne la vita operativa

Trecento milioni di euro di investimenti per aumentare la capacità di rigassificazione dell’impianto di Panigaglia del 30%, estenderne la vita operativa e farne uno dei punti di entrata della virtual pipeline per la metanizzazione della Sardegna. E’ quanto prevede il piano strategico di Snam 2026-2030 illustrato nelle scorse settimane, che identifica definitivamente il ruolo dell’impianto di rigassificazione spezzino, legato fortemente al piano di phase out dal carbone dell’isola. Questo si riflette direttamente nel piano di investimenti di Snam, ampliato di un +10% a 13,7 miliardi di euro netti (erano 12,4 miliardi nel piano 25-29).

“La maggior parte del piano riguarda le infrastrutture per il gas naturale per garantire l’adeguatezza e le sicurezza del sistema”, ha spiegato l’amministratore delegato Agostino Scornajenchi. Dal punto di vista industriale le direttrici sono il rafforzamento della linea adriatica, incentrata su Ravenna, e la metanizzazione della Sardegna. Ed è in questo secondo caso che il rigassificatore spezzino ha un ruolo cruciale. “Il progetto combina la costruzione di nuovi metanodotti con una soluzione basata su una pipeline virtuale che trasporti il gas naturale liquefatto da Panigaglia e Olt verso un nuovo terminale galleggiante a Oristano”. Nel corso dello stesso anno GNL Italia, proprietaria del terminale di rigassificazione di Panigaglia, è stata fusa in Snam Energy Terminals srl.

Rigassificatore SNAM Panigaglia

 

Complessivamente in Italia, nel 2025, le importazioni di gnl hanno superato i 20 miliardi di metri cubi, coprendo circa un terzo della domanda complessiva di gas nazionale, con 221 navi provenienti da oltre dieci Paesi che hanno raggiunto i cinque terminali di rigassificazione presenti sul territorio italiano. “Prima della crisi russo-ucraina, il gas naturale liquefatto era per l’Italia niente più che un’opzione commerciale. Oggi invece gioca un ruolo centrale nella sicurezza degli approvvigionamenti”, ha spiegato Scornajenchi.

Rigassificatore di Oristano

 

Per questo il piano industriale “dà priorità all’aggiornamento dell’impianto di Panigaglia per potenziare la flessibilità del sistema e mettere in funzione la pipeline virtuale per la Sardegna”. I lavori prevedono interventi alla sottostazione elettrica e ai vaporizzatori, ma soprattutto l’introduzione delle operazioni di vessel reloading. Il gnl quindi non sarà solo conferito dalle metaniere nel rigassificatore, ma a Panigaglia faranno il pieno le bettoline che alimenteranno il sistema sardo.

Le tempistiche per avviare il nuovo servizio dipendono direttamente dalle operazioni di acquisto di un rigassificatore galleggiante che sarà installato nell’area portuale di Oristano, punto di ingresso del metanodotto sardo. Il progetto Fsru Higas Oristano avrà una capacità di stoccaggio di circa 84mila metri cubi di gnl e una capacità massima di rigassificazione di circa 5 milioni di metri cubi al giorno. Il cronoprogramma attuale prevede la messa in funzione nell’autunno del 2028.

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