Tra una zeppola per i papà e la giornata del patrono, prende il via il secondo giorno di fiera

Secondo giorno di Fiera, cuore della festa patronale di San Giuseppe, con la città che entra nel vivo della tradizione più sentita. Dopo il rodaggio di ieri, oggi è la giornata simbolo: quella degli spezzini in fiera, della passeggiata tra le bancarelle e dei riti che, col tempo, hanno superato quelli strettamente religiosi.

Fin dal mattino il flusso si è fatto più intenso, con i visitatori pronti a sfruttare le occasioni tra banchi e stand. La logica resta quella di sempre: cercare l’occasione giusta, contrattare, portarsi a casa qualcosa di utile — o anche solo curioso — nel segno della tradizione. Tra gli oggetti immancabili spuntano ancora i prodotti per la casa, dalle lenzuola agli utensili “miracolosi”, insieme a capi d’abbigliamento e accessori a prezzi ribassati.

Ma è soprattutto il lato gastronomico a segnare il ritmo della giornata. Il vero rito, ormai consolidato, è quello del panino: porchetta o lampredotto, poco importa, purché sia consumato tra la folla, magari in piedi, cercando di non perdersi tra un morso e un ingorgo di persone. Un gesto semplice che rende la festa un appuntamento sempre più popolare e condiviso.
Tra profumi, voci e richiami dei venditori, la Fiera di San Giuseppe conferma così il suo ruolo: non solo mercato, ma momento identitario della città, dove tradizione e abitudini si rinnovano di anno in anno, senza perdere la loro essenza.

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