Il business delle navi per la Difesa di Fincantieri vede ricavi in crescita del 39% rispetto ai primi nove mesi del 2024, anche grazie alla cessione alla Marina dell’Indonesia dei due pattugliatori polivalenti d’altura, uno dei quali licenziato dal Muggiano nel luglio scorso e il secondo previsto in consegna entro il primo trimestre 2026. Lo rende noto la stessa azienda pubblicando i risultati finanziari al 30 settembre 2025 che vede ricavi per 6,7 miliardi di euro per il gruppo.
Il settore delle navi militari segnala inoltre i contratti per la costruzione di due ppa per Marina Militare in sostituzione di quelli ceduti all’Indonesia e il supporto in esercizio through life sustainment management per tutti i sistemi e apparati delle unità Fremm costruite e consegnate alla Marina Militare italiana da Orizzonte Sistemi Navali (Fincantieri e Leonardo con quote rispettivamente del 51% e del 49%). Il 15 settembre il ministro della Difesa italiano ha trasmesso la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto ministeriale di approvazione di un programma pluriennale relativo all’acquisizione di una nuova classe di unità navale tipo AGS (auxiliary general survey). Il programma prevede la realizzazione di due unità joint maritime multi mission system e il relativo supporto tecnico-logistico. La durata prevista del piano di sviluppo pluriennale è di 21 anni, con avvio già nel 2025 e un valore complessivo di circa 1,6 miliardi di euro.
Sullo scenario internazionale, il 29 settembre in occasione di Seafuture, Italia e Grecia hanno firmato un accordo preliminare per la cessione alla Marina Militare greca di due Fremm costruite da Fincantieri. L’accordo definitivo, soggetto alle autorizzazioni, comprenderà anche un pacchetto di supporto. A inizio settembre inoltre, durante la fiera Mspo di Kielce, Fincantieri ha siglato un memorandum di intesa con Polska Grupa Zbrojeniowa per sviluppare una collaborazione di lungo periodo a supporto del programma di ammodernamento della Marina polacca, incluso il progetto dei sottomarini “Orka” che potrebbe basarsi sugli U212 costruiti al Muggiano.
Buone prospettive anche dal segmento Underwater (scorporato da quello Shipbuilding per la produzione dei sottomarini) che contribuisce in maniera significativa con un margine di redditività al 17,3%. Il 9 ottobre Fincantieri ha comunicato la firma di un contratto tra la società controllata Remazel Engineering e la società belga Jan De Nul per la fornitura di un sistema avanzato per il trasporto e la posa di rocce sul fondale marino, destinato alla protezione di cavi e oleodotti. Il 20 ottobre ha siglato un accordo con Defcomm, startup italiana specializzata nelle soluzioni unmanned per il settore marittimo per l’industrializzazione di droni di superfici che permetterà all’azienda di sviluppare e integrare sulle proprie unità navali capacità di deployment dei mezzi autonomi di superficie. Il 23 ottobre è stato presentato alla Spezia Deep, una soluzione integrata all’avanguardia per la protezione, lo sviluppo e il mantenimento di infrastrutture critiche subacquee e delle aree portuali, svolgendo inoltre attività di monitoraggio e tutela ambientale attraverso un sistema avanzato di droni subacquei.
“Il contesto geopolitico internazionale continua ad offrire interessanti opportunità di business per Fincantieri nel settore della difesa – si legge in una nota dell’azienda -. La spesa globale allocata al procurement di nuove unità navali, comprensiva delle attività di ricerca, sviluppo progettuale e service/upgrade, è stimata crescere mediamente del 3,0% annuo fino al 2029. Inoltre, l’accordo tra Paesi NATO stretto a giugno 2025 prevede che la spesa nell’ambito della difesa raggiunga il 5% del PIL alla difesa entro il 2035, di cui il 3,5% specificamente destinato a spese militari, imprimendo una spinta significativa agli investimenti nel settore”.
“Con oltre 60 miliardi di carico di lavoro per i prossimi dieci anni -, che costituisce il nuovo record di sempre, aumentai l’apporto di Fincantieri all’economia nazionale e territoriale generando, grazie ad acquisti di beni e servizi in Italia per circa l’80%, visibilità economica nella filiera e stabilizzazione del lavoro – ha detto l’ad Pierroberto Folgiero -. Continua anche a crescere il contributo del Gruppo al percorso di innovazione strategica del Paese con il lancio dei primi droni autonomi subacquei per la protezione delle infrastrutture critiche subacquee e dei porti, l’entrata nei droni militari unmanned di superficie per il pattugliamento delle coste, l’avvio della produzione in Italia di sistemi di propulsione a celle a combustibile e della produzione di pacchi batterie per uso navale militare e civile, oltre al lancio di Fincantieri Ingenium dedicata alla creazione di una piattaforma di dati ed applicazioni per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella conduzione delle navi e nel mondo dei porti”.