Tre eventi in tre sabati successivi, per un saluto particolarmente evocativo al residuato industriale che più di tutti ha segnato profondamente il rapporto con la città – e la sua salute. Si comincia sabato 7 marzo, alle 9, quando l’ombra proiettata da quel che resta della ciminiera della centrale “Eugenio Montale” cadrà su uno spazio urbano trasformato in quadrante solare, e le persone presenti – con i propri corpi – formeranno le lancette di un orologio vivente, segnando le 10 e le 11 del mattino.
Si chiama Gnomone il progetto artistico e performativo ideato dal team composto da Donato Pierro, Alfonso Pierro, Lara Viani, Giulia Grillo e Silvia Balloni, che sceglie come protagonista silenziosa uno dei simboli più riconoscibili del paesaggio industriale spezzino: una ciminiera che per decenni ha definito l’orizzonte della città. Anziché ignorarne la dismissione o piangerla, il progetto la abita, rendendola l’occasione per un grande evento condiviso di comunità.
Misuriamo il tempo che cambia. È questo il manifesto sintetico del progetto: una frase che vale insieme come poetica e come invito. L’azione del 7 marzo è concepita come un passaggio – un prima e un dopo – reso visibile attraverso la luce, l’ombra e l’allineamento collettivo dei partecipanti nello spazio. Non c’è distinzione tra pubblico e opera: chi è presente è parte della misura. A seguire, dalle 10, interventi di Alessandro Ratti e Francesco Terzago con il progetto “Postcards from La Spezia a tracolla”, arricchito dalla performance “Bandiera a grigio e strisce”. Il luogo esatto dell’evento verrà comunicato esclusivamente a chi si iscrive, attraverso il sito gnomone.com o scrivendo a gnomone@proton.me.
Chi vuole partecipare attivamente può candidarsi come gnomonista. Il punto preciso di partenza del progetto verrà comunicato il giorno prima nel profilo instagram del progetto @gnomone_art Il sabato successivo, 14 marzo, vedrà il coinvolgimento di un’azione poetica specifica a cura dei Mitilanti.