Vito Grieco a Radio Picco: “Con la Reggiana uno spareggio, mi auguro lo Spezia abbia capito che l’unico obiettivo è salvarsi”

Quello di sabato al Picco sarà uno snodo che rischia di essere fondamentale per Spezia e Reggiana, entrambe in lotta per una salvezza complicata e in momenti molto particolari. Una sfida peraltro molto sentita per una accesa rivalità che coinvolge le due piazze da decenni e che vede anche incroci tra ex giocatori determinanti nella storia recente delle due squadre. Tra questi anche Vito Grieco, ex capitano dello Spezia, che ospite di RLV – La radio a colori durante ‘Radio Picco‘, la trasmissione in diretta dal lunedì al venerdì alle ore 18, ha parlato del match: “Seguo lo Spezia ma tutto il campionato di Serie B, che per me è il campionato più bello in assoluto”.

La promozione in B allo Spezia, poi a gennaio la cessione alla Reggiana, una grande rivale.
“La rivalità tra le due piazze c’è. Io sono stato bene in entrambe le piazze e ho saputo vincere sia da una che dall’altra parte. Posso solo che parlarne bene”.

Che partita si aspetta?
“Mancano una dozzina di partite, tre quarti di campionato è andato. Sabato sarà una partita importantissima per entrambe che cercheranno di vincere. Sono partite che non si possono perdere. Lo Spezia deve dare continuità alla vittoria di Cesena e dalle dichiarazioni che ho letto penso ci sia consapevolezza nel lottare per la salvezza e non per altro”.

La vittoria di Cesena può avere sbloccato lo Spezia?
“Penso di sì. Se dopo la partita del Manuzzi hanno capito che non si può ragionare su altro se non sulla salvezza si è sulla strada giusta. Dare continuità in Serie B è importantissimo, ovvio che sabato giocando al Picco si debba puntare a vincere”.

E con la continuità si coinvolgerebbero tante squadre nella lotta salvezza. 
“Ovviamente, è fondamentale. Se sei bravo a fare sei punti in due partite puoi portare dentro squadre che magari ragionavano sui play-off. La forbice è sottile. La partita di sabato è uno snodo importante per lo Spezia anche se in casa, purtroppo, non sta dando grandi soddisfazioni ai tifosi”.

Capitan Vito Grieco

 

Come se lo spiega?
“È figlia dell’anno scorso e al passo da una Serie A che strameritavi. Si è partiti con lo stesso mister e gran parte dell’organico ma le annate non sono tutte uguali. Qualche mese fa leggevo alcune interviste in cui qualcuno diceva che con qualche risultato utile in fila si sarebbe potuto puntare ai play-off, ma secondo me è sbagliato fare questi ragionamenti. Bisogna pensare di gara in gara, ora con tre quarti di campionato capisci l’importanza di rimanere attaccato a quella posizione. L’unico obiettivo deve essere la salvezza”.

Che Reggiana sta vedendo?
“Li ho seguiti con Davide Dionigi perché siamo amici e ha fatto un miracolo sportivo l’anno scorso. Le prestazioni ultimamente c’erano ma non i risultati e la società lo ha fatto saltare. Hanno fatto 5 punti in 3 partite con il nuovo mister, è un bel bottino. Sabato è uno spareggio, ma la Reggiana rispetto allo Spezia è più abituata a queste partite. Lo sanno dall’inizio che devono lottare per la salvezza”.

E quanto incide questa cosa?
“Molto. Spero che lo Spezia abbia preso consapevolezza che sogni non ce ne sono. È brutto dirlo ma è così, l’unico obiettivo è mantenere la categoria. Se dopo la vittoria di Cesena si è presa questa consapevolezza si può dare continuità, se invece ci sarà un passo falso vorrà dire che la vittoria del Manuzzi è stata fine a sé stessa”.

Quanto può aiutare il Picco?
“È fondamentale, non solo perché si gioca con la Reggiana. Il Picco ti trascina, i tifosi sono sempre stati encomiabili ma ora sono i giocatori che devono trascinare la tifoseria. I confronti, anche se aspri, a volte servono per dare un segnale. La gente è sempre lì a soffrire, il messaggio per i calciatori è che in campo devono sempre dare tutto, anche se si può perdere. A Cesena la risposta c’è stata, contro una signora squadra”.

Che partita si aspetta?
“Brutta, spigolosa, in cui i dettagli faranno la differenza. Bisogna dare importanza a una palla inattiva, a una rimessa laterale. Non penso si rischieranno le giocate, bisognerà sfruttare molto le palle inattive”.

Un giocatore che può essere decisivo?
“Per lo Spezia dico Artistico, perché ha spirito, combatte e vive per il gol. Per la Reggiana il capitano Rozzio, perché è da una vita là e quando non c’è si sente la sua mancanza”.

Artistico le piace?
“Non bisogna fare i paragoni con Pio Esposito, ha altre caratteristiche ma il suo lo sta facendo”.

Donadoni è stato discusso ma con la vittoria di Cesena si è un po’ ripreso. 
“Il mister paga sempre ma penso abbia capito cosa significhi allenare a Spezia. Deve mettere una squadra meno bella ma più cattiva per raggiungere una salvezza fondamentale per la città e per una proprietà che vuole investire”.

Il ricordo a cui è più legato di Spezia?
“La prima avventura, quando siamo tornati in Serie B. Penso sia stato bellissimo, abbiamo messo sotto il Genoa e per tutti era inaspettato, ma non per noi. Avevamo la consapevolezza di essere un bel gruppo, poi col tempo anche gli altri si sono accorti che eravamo bravi. Poi se devo nominare un simbolo di quello Spezia è mio fratello, Paolino Ponzo, che racchiudeva cosa significa giocare al Picco. Tutto quello che si dice su questo ragazzo è vero: un ragazzo straordinario, aveva tutte le qualità del mondo e ricordarlo è il minimo”.

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