Parte malissimo, rischia e poi rimonta: oggi lo Spezia sconfigge i suoi demoni e salva Donadoni


CESENA-SPEZIA 2-3

4° Shpendi, 17° Artistico, 53° Berti, 67° Aurelio, 75° Artistico

 

CESENA (3-5-2): Klinsmann; Ciofi, Amoran, Mangraviti (45° Piacentini); Ciervo, Castagnetti, Frabotta (69° Magni (71° Corazza), Berti (82° Vrioni), Francesconi; Cerri, Shpendi (71° Olivieri). (Siano, Ferretti, Bastoni, Wade, Guidi, Bisoli, Zamagni).
All. Michele Mignani.

SPEZIA (3-5-2): Radunovic; Ruggero (58° Vignali), Mateju, Bonfanti; Sernicola, Adamo (83° Nagy), Romano, Bellemo (58° Comotto), Beruatto (64° Aurelio); Artistico, Skjellerup (64° Vlahovic). (Mascardi, Loria, Conte, Shagaxle, Bertoncini, Lorenzelli).
All. Roberto Donadoni.

Arbitro: Davide Di Marco (Ciampino).
Assistenti: Giacomo Monaco (Termoli), Davide Santarossa (Pordenone).
Quarto ufficiale: Claudio Giuseppe Allegretta (Molfetta).
Var e Aver: Francesco Cosso (Reggio Calabria), Marco Serra (Torino).

Angoli: 7-0
Ammoniti: Bellemo, Mangraviti, Skjellerup

Recupero: 2′ e 6′.

Note: 9.885 spettatori (258 ospiti).

In una delle settimane più difficili della propria storia recente, lo Spezia trova a Cesena una vittoria di carattere e cuore come mancava da troppo tempo e rimane agganciato alla corsa salvezza. Colpiti a freddo dopo un inizio che faceva pensare all’ennesimo pomeriggio deludente, gli aquilotti riescono a recuperare due svolte lo svantaggio e completare la rimonta. Donadoni salva la panchina e sabato prossimo una partita contro la Reggiana che deve dare conferme.

Stillitano, Melissano, Gazzoli

 

Cronaca.
Il club conferma Donadoni nonostante 5 punti in sette gare, le squadre attorno muovono la classifica e così lo Spezia arriva a Cesena con l’acqua praticamente alla gola. Deve fare punti per continuare a rimanere in corsa per la salvezza e deve dare senso alle decisioni del club che non sono state digerite granché bene dalla piazza. E forse non a torto, se è vero che i padroni di casa ci mettono quattro minuti ad andare in rete dopo averla sfiorata tre volte. I bianchi in pratica non passano neanche la propria trequarti, perdono il pallone nei trenta metri di fronte alla porta di Radunovic per tre volte e alla terza Frabotta può servire Shpendi tutto solo in area.

Lo Spezia in pratica non è neanche entrato in campo e la rete certo non lo sveglia. Poco movimento senza palla, sempre in ritardo sui rimbalzi, si consegna al pressing fino a che non è obbligatorio lanciare lungo e poi via a sperare che qualcuno là davanti la prenda in qualche modo. Ed è proprio così che, al 17°, Artistico trova il pareggio. Lancio lungo di Bellemo che non sa che pesci pigliare, il centravanti aquilotto tiene a basa Amoran mentre Klinsmann esce al limite dell’area. Il numero 9 aquilotto se ne accorge, allunga la punta del piede e lo scavalca con un pallonetto nell’angolo: pareggio!

Detto questo, i problemi tornano subito a galla. Ancora Bellemo, che però questa volta passa il pallone a Shpendi che arriva fino in area e conclude venendo deviato in angolo da Ruggero al 20°. Più che dare fiducia allo Spezia, il pareggio smonta un po’ il Cesena, che peraltro a sua volta arriva da un periodo di crisi e che in casa ne ha perse tre delle ultime quattro. Al 25° Skjellerup ha il primo pallone giocabile della sua partita, provando in corsa un tiro potente ma impreciso dal limite dell’area. Al 30° Adamo perde il pallone al limite dell’area di casa e il Cesena trova una prateria, fortuna che Sernicola in scivolata toglie il pallone a Cerri in piena area con grande tempismo.

Le marcature preventive sono una grossa lacuna, aspetto questo già ampiamente provato dalla scorsa partita contro il Frosinone. Altro problema sono i cross in area da palla ferma, che Radunovic sbriga al 33° con un pugno poco ortodosso e poco risolutivo che poteva costare caro, come successo tre settimane fa a Marassi contro la Sampdoria. Al 38° altra situazione pericolosa con Berti che arriva in area grazie a un passaggio di Cerri, intervento di Beruatto a deviare in angolo. Lo Spezia sembra fare di tutto per perdere il pallone al 42° finché Castagnetti non intercetta l’ennesimo palleggio in affanno al centro, palla per Cerri che riprova la sponda per Berti e tiro altissimo.

Roberto Donadoni

 

Arriva la risposta degli aquilotti al 44° con Bonfanti che sfonda a sinistra, raccoglie un bel triangolo di Artistico ma tira malissimo… fuori di due metri con un esterno orrendo. Altrettanto clamorosa l’occasione per Cerri al 45°: altro buco clamoroso dello Spezia a centrocampo, Shpeni parte in gioco e serve comodamente il centravanti in area, ma Radunovic alla disperata gli chiude lo specchio. Poi qualche rimpallo e l’azione sfuma.

Magnani sostituisce Mangraviti ammonito e il secondo tempo comincia con un nuovo errore di impostazione dello Spezia che permette a Ciervo di tirare verso la porta, con deviazione decisiva a salvare la porta. Una squadra, quella di Donadoni, che denuncia problemi di concentrazione allucinanti; sempre in affanno, sempre in rincorsa. Rallenta così i ritmi, ma non ha nulla da proporre. E così il Cesena torna in vantaggio. Beruatto difende male, Ciervo mette al centro dove Adamo serve in pratica il pallone a Shpendi che tira secco; sulla parata di istinto di Radunovic arriva primo Berti a spingere in porta. Spezia sotto 2-1 al 53°.

Vignali e Comotto per Ruggero e Bellemo sono le mosse di Donadoni. Skjellerup dà segni di grande stanchezza, d’altra parte non gioca una partita intera più o meno da un anno e mezzo, mentre Artistico ancora prova a dire la sua dal punto di vista atletico. Ma ciò che manca davvero sono passaggi veloci che possano far sbandare il Cesena che ha una sua quadratura in campo. Ancora cambi: Vlahovic e Aurelio per Skjellerup e Beruatto.

Ora però lo Spezia ce la mette tutta, anche nel pressing. Riesce a chiudere i padroni di casa nella loro metà campo e prova a scambiare palla a terra, senza esito. Al 67° però arriva un cross dalla destra e finalmente ci sono tante maglie bianche negli ultimi sedici metri, colpo di testa di Sernicola, deviazione di Aurelio e rete! Lo Spezia ha pareggiato di nuovo e rimane in vita. Serve però una vittoria per pensare di cambiare le sorti di questo campionato e probabilmente anche della guida tecnica di Donadoni. Mignani deve sostituire Magni dopo soli 120 secondi dal suo ingresso in campo.

La corsa sotto il settore ospiti di Artistico viene interrotta al 75° dalla gestualità dell’arbitro Di Marco. Lo Spezia è appena passato in vantaggio al termine di un’azione nata da un contrasto in area tra Vlahovic e Amoran con il serbo che era riuscito a recuperare il pallone e poi a servire Aurelio che aveva centrato la traversa. Il direttore di gara deve andare all’on field review per rivederla. Si trattengono entrambi, è una chiamata delicatissima. Non sembrano esserci falli evidenti. E’ gol! Lo Spezia è in vantaggio a un quarto d’ora dal termine! Artistico ha raccolto il pallone respinto dalla traversa girandolo nell’angolino.

Tifosi spezzini al Manuzzi

 

Gli aquilotti non rinunciano al pressing, vogliono tenere un risultato che sarebbe fondamentale. Donadoni manda in campo anche Nagy per Adamo, che viene beccato dal suo ex stadio. Cambi offensivi per Mignani che manda dentro Vrioni. All’89° pericoloso ancora lo Spezia con Aurelio che taglia in area rasoterra ma non trova nessuno, poi di là è Olivieri a liberarsi per il tiro andando però largo.

Ci sono sei minuti di recupero. Olivieri al 92° ci prova con il tacco al volo dal limite: lo Spezia fa grande massa dietro e non permette di arrivare sul fondo agli esterni romagnoli che ora non hanno una torre come Cerri ma due attaccanti guizzanti. C’è però Ciofi, che è un difensore, a deviare su Radunovic un corner al 94°. Un brivido per lo Spezia, che vede l’obiettivo a un passo. Di Marco fa segno che si giocherà un minuto in più dopo che il portiere aquilotto esita a rilanciare. L’ultima azione è un angolo per il Cesena, c’è anche il portiere Klinsmann in area ma lo Spezia respinge. Vittoria al Manuzzi!

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