Dal waterfront alla Pontremolese, Pisano: “Porto e città devono guardare avanti insieme”

Un primo incontro in cui si è parlato di waterfront, ma anche e soprattutto del porto nella sua interezza e delle prospettive che il suo sviluppo può avere per la città e la sua economia.
Ieri la seconda commissione consiliare ha ospitato l’audizione del presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale, Bruno Pisano, al suo esordio di fronte ai rappresentanti del consiglio comunale, intervenuto insieme al segretario generale Federica Montaresi e ai dirigenti Davide Vetrala e Mirko Leonardi.

Al centro del confronto i temi del waterfront, del rapporto tra porto e città, dell’elettrificazione delle banchine, della Zona logistica semplificata (Zls) e delle prospettive infrastrutturali legate alla Pontremolese.

La seduta è stata convocata su richiesta della consigliera Giorgia Lombardi dopo che la richiesta di LeAli a Spezia di istituire una commissione temporanea sul waterfront è stata bocciata e rimbalzata alla commissione presieduta da Matteo Basso, con l’impegno di monitorare l’iter di progettazione del waterfront convocando i rappresentanti di Via del Molo con regolarità.

A introdurre i lavori è stata la stessa consigliera Lombardi, che ha ricordato come “nel recente convegno sui temi portuali è emersa con forza la volontà della città di dire la sua, in particolare sul waterfront, perché La Spezia è una città di mare con poco mare”. Lombardi ha sottolineato l’importanza dell’elettrificazione delle banchine – di cui è stata avviata la sperimentazione – e la necessità di attenzione per la questione dello spostamento dei vivai dei mitilicoltori fuori diga.

Pisano ha rimarcato che “il dialogo tra Autorità di sistema portuale e Comune è un dovere: dobbiamo camminare affiancati – ha detto – impegnati perché la città cambi in meglio”. Dopo aver ricordato i progressi fatti dagli anni in cui in Calata Paita si scaricava il carbone, Pisano ha delineato la prospettiva di un fronte a mare “che dovrà essere la parte bella della città”. Sul waterfront ha ribadito che “esiste un piano regolatore che indica le tipologie di utilizzo delle aree, ma non c’è ancora un progetto né un investitore. La società Spezia & Carrara cruise terminal ha in concessione l’area di innesto del molo e quelle retrostanti: vedremo come sarà la versione finale del progetto della stazione crocieristica e sulla base di quello elaboreremo le soluzioni migliori per l’utilizzo degli spazi”.

Compiendo una sorta di sorvolo di moli e banchine, Pisano ha ricordato l’imminente avvio degli investimenti dei terminalisti La Spezia container terminal e Tarros e delle operazioni di dragaggio, queste in capo all’Authority, che prenderanno il via nella primavera del 2026, sia nel primo che nel terzo bacino.
Il neo presidente dell’Adsp ha inoltre confermato lo spostamento dei vivai fuori diga “in tempo per l’avvio della stagione 2026 e senza rischi di intorbidimento dell’acqua dovuti ai dragaggi, per i quali sarà utilizzata la tecnologia del bubble screen, in grado di contenere la dispersione dei sedimenti”.

Il presidente ha citato l’impegno dell’Autorità portuale nella “riorganizzazione degli spazi e liberazione di Calata Paita, insieme alla realizzazione di nuovi fasci di binari. Operazioni che consentiranno inoltre di arretrare di una ventina di metri la barriera fonoassorbente e di ampliare la fascia di rispetto”.

Rimanendo sul tema della convivenza tra porto e quartieri del Levante e stimolato dalla domanda della consigliera Martina Giannetti, su Fossamastra Pisano ha ricordato che “il progetto è stato scelto insieme alla cittadinanza, ma serviranno ancora alcuni passaggi che richiederanno un paio d’anni. Inizieremo con lo spostamento di Nora a giugno 2026 per fare spazio alle strutture che accoglieranno le attuali marine di Fossamastra. Dopo l’avvio dell’ampliamento del terminal Tarros potremo spostare la barriera e, se tutto andrà bene, a fine 2027 si darà il via allo spostamento della strada”.

Pisano ha poi affrontato la questione del ponte di Pagliari. “Negli ultimi cinque anni la nautica è cambiata: ci sono imbarcazioni più grandi e nuove esigenze per aziende e cittadini. Per questo – ha detto – abbiamo demandato uno studio per comprendere meglio i flussi di traffico marino e stradale, in vista di un ponte che sia adeguato al numero di aperture richieste. E per giugno 2027 dovremmo avere nuovamente il ponte”.

Rispondendo ancora ai quesiti posti nell’introduzione da Lombardi, Pisano ha fatto il punto anche sull’elettrificazione delle banchine: “Siamo il porto più avanti in Italia. Proseguiremo i test in inverno e i lavori per estendere la rete a tutto lo scalo. È un processo in evoluzione, non un punto di arrivo”. Attualmente, ha spiegato, “abbiamo 10 megawatt sul molo Garibaldi e altri 28 sono previsti sul nuovo molo crociere, in grado di ospitare due navi. In futuro avremo quindi tre accosti elettrificati per le navi da crociera”. Tuttavia, ha ricordato, “non è ancora possibile obbligare le navi all’utilizzo dell’elettricità, poiché la normativa nazionale è in capo al ministero, ma anche a livello comunitario l’orizzonte del 2030 porterà probabilmente verso maggiori doveri sotto il profilo ambientale”.

Il consigliere Oscar Teja ha chiesto chiarimenti sull’istituzione della Zona logistica semplificata e Pisano ha spiegato che “La Spezia è sempre stata all’avanguardia nella sperimentazione” e che la firma della Zls “dovrebbe essere imminente”. La Zls, ha detto, “arriverà sino a Parma e all’Emilia, e stiamo dialogando con i Comuni di Santo Stefano, Bolano e Arcola per dare una governance a questi processi che hanno tra gli scopi anche quello di rendere meno congestionato il porto e il retroporto”.

Il consigliere Marco Raffaelli ha chiesto chiarimenti sulla proposta di istituire un corso di laurea legato al porto presso il Polo Marconi. Pisano ha confermato che “siamo a buon livello di confronto con Promostudi”, e ha ribadito quanto l’Authority ritenga la formazione un elemento sempre più importante.

Lombardi ha chiesto altri aggiornamenti sul raddoppio della linea Pontremolese, sul futuro del servizio di truck loading tra il rigassificatore Panigaglia e Fossamastra e sulle recenti dichiarazioni di Luigi Merlo circa lo spostamento della stazione crocieristica, rese nel corso di un convegno.

Pisano ha calibrato il Merlo-pensiero, spiegando di conoscerlo molto bene: “Ha detto che, col senno di poi, si sarebbe potuto attrezzare il Garibaldi per le crociere ed evitare la costruzione del nuovo molo, ma ormai è tardi: il progetto è finanziato con fondi Pnrr e i lavori sono già in corso da tempo”.
“La media nazionale dei traffici su ferro è del 12-15 per cento, mentre noi siamo al 37, e questo nonostante la mancanza della Pontremolese. In un’ottica di sviluppo futuro del porto non possiamo pensare di mettere altri camion in strada – ha aggiunto – e per questo la Pontremolese è una priorità strategica. La prossima settimana incontrerò il commissario Cocchetti per valutare soluzioni tecniche. Il porto e la città non devono smettere di considerare il raddoppio della Parma-La Spezia come un’operazione indispensabile e devono proseguire la pressione anche sul piano politico nazionale”.

Pisano ha inoltre ricordato che “lo stabilimento di Panigaglia è stato definito sito strategico nazionale: le autorizzazioni dipendono dal livello ministeriale. Quanto al traghetto Ro-Ro, quando Tarros effettuerà il riempimento dovrà essere spostato, ma non è ancora stata individuata la nuova collocazione”.

In chiusura, il presidente della commissione Basso ha ringraziato Pisano “per la fotografia di come era, come è e come sarà l’interfaccia tra porto e città”.

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