BARI-SPEZIA 0-0
BARI (3-4-2-1): Cerofolini; Cistana, Odenthal (77° Mantovani), Pucino; Piscopo, Verreth (25° Braunoder), Traorè (77° Esteves), Dorval; Cavuoti (65° Rao), Cuni (77° Cuni); Moncini. (Pissardo, Burgio, Gytkjaer, Bellomo, Maggiore, Mane, Stabile).
All. Moreno Longo
SPEZIA (3-5-2): Radunovic; Mateju, Hristov, Bonfanti (58° Beruatto); Vignali (71° Sernicola), Comotto (90° Adamo), Romano, Bellemo (71° Valoti), Aurelio; Artistico, Skjellerup (58° Di Serio). (Mascardi, Loria, Ruggero, Nagy, Bertoncini, Lorenzelli, Vlahovic).
All. Roberto Donadoni.
Arbitro: Daniele Doveri (Roma 1).
Assistenti: Pietro Dei Giudici (Latina), Davide Moro (Schio).
Quarto ufficiale: Nicolò Dorillo (Torino).
Var e Avar: Lorenzo Maggioni (Lecco), Manuel Volpi (Arezzo).
Angoli: 5-9.
Ammoniti: Bonfanti.
Recupero: 2′ e 3′.
Tutto è sembrata, tranne una partita da vincere a tutti i costi quella tra Bari e Spezia. Gli aquilotti confermano la crisi di prestazione e risultati, giocando solo a tratti e soprattutto grazie al ritmo soporifero di una sfida tra due serie candidati alla retrocessione. Alla fine le occasioni più clamorose le hanno i padroni di casa, propiziate da spunti di Dorval, unico in campo ad avare la capacità di saltare gli avversari. Tra gli aquilotti la cronica mancanza di qualcuno che la spinga dentro, anche quando il pallone filtra in area piccola. Troppo poco per andare a letto sereni.
Cronaca.
Alla classifica si aggiungono i risultati delle altre a rendere Bari-Spezia un crocevia forse decisivo nella corsa salvezza di serie B. Gli aquilotti vi si presentano con quattro punti di svantaggio dalla salvezza diretta, i pugliesi addirittura cinque. Due squadre in crisi di gioco e risultati, uscite ristrutturate dal mercato di gennaio ma ancora in cerca di una dimensione. Donadoni concede al San Nicola l’esordio a Bonfanti e Bellemo e quello dal primo minuto a Skjellerup.
Un colpo di testa di Hristov da schema di calcio d’angolo rompe all’11° la monotonia della partita, iniziata in maniera contratta. Sul ribaltamento di fronte Moncini offre a Dorval un tiro a tu per tu con Radunovic che si salva con una parata miracolosa. Due lampi nell’eco dello stadio, semivuoto per una partita che solo qualche anno fa valeva i play off.
Molto cercato Skjellerup alto quasi due metri ma anche dotato di un allungo importante palla al piede. Sulla trequarti tuttavia si palesano sempre i soliti problemi a velocizzare, magari provare un tocco di prima o il dribbling. Al 19° Romano porta palla e arriva nel cuore della metà campo avversaria servendo poi un rasoterra calibrato per la corsa del danese, questa volta bravo a sfuggire a Odenthal, ma il tempo di coordinarsi dà al difensore lo spazio per chiudere il tiro. Lo Spezia prende coraggio e tre minuti dopo è Bellemo a trovare un varco per arrivare al limite e tirare di destro obbligando Cerofolini all’angolo.
Nell’azione dopo si ferma Verreth, che richiama arbitro e sanitari. Entra Braunoder. Artistico ignora Vignali libero in area al 27°, prova un tiro in girata che però si spegne tra le mani del portiere. Lo Spezia si sta facendo decisamente preferire dopo un’ora di gioco. Il Bari si affida quasi esclusivamente al contropiede con Cuni e Moncini che provano a partire in linea con la difesa, con esiti tuttavia scarsi. L’attaccante ex Samp al 34° può tirare su Radunovic dopo aver vinto un rimpallo su Bonfanti, parata in due tempi. Un minuto dopo grande triangolo tra Bonfanti e Bellemo con il difensore che può entrare in area e mettere forte in area piccola, dover però non c’è nessuno pronto alla deviazione. Date le circostanze di classifica è abbastanza normale che manchi un po’ di coraggio.
La ripresa parte con un brivido per i bianchi che si fanno infilare a destra da Dorval, palla al centro dell’area per Cavuoti che arriva in corsa: tiro fortunatamente debole e centrale che Radunovic respinge e Vignali spara via. Erano passati solo 28 secondi. I ritmi sono stati molto blandi nella prima frazione; il Bari ora prova a imporre un’accelerazione. Si invertono i ruoli: gioco tra i piedi dei padroni di casa e ospiti in difesa.
Radunovic al 53° è chiamato alla seconda grande parata della sua partita. Traoré ha fatto partire un bolide da venti metri che era indirizzato verso l’incrocio alla sinistra del portiere dello Spezia, reattivo nel tuffo. Lo Spezia dà l’idea di essere uscito dal campo, incapace di gestire un pallone e quindi di allentare la pressione. Al 57° una scena surreale con un pallone che corre in arretramento verso Cerofolini su cui c’è il pressing di Aurelio. Ebbene, il portiere di casa ha il tempo di lanciare tutto sulla sinistra trovando Dorval solo in pratica al limite dell’area. Un recupero dell’ultimo minuto salva la situazione. Ma lo Spezia è messo malissimo in campo.
Donadoni corre ai ripari mandando in campo Beruatto e Di Serio per Bonfanti e Skjellerup. Dopo 18 minuti a subire, Aurelio riesce infine a creare la prima occasione per gli ospiti del secondo tempo portandosi avanti un pallone per 50 metri e tirando tuttavia addosso al portiere sul più bello (63°). L’episodio riesce a riportare in partita lo Spezia dopo il torpore con cui aveva affrontato la ripresa della partita. La qualità nel gioco non si vede, ma adesso il baricentro della contesa è tornato quantomeno lontano dall’area di Hristov e compagni, che hanno vissuto lunghi minuti in apnea.
Altri cambi per i bianchi: dentro Sernicola e Valoti per Vignali e Bellemo. I nuovi si piazzano sullo stesso fianco e provano subito a creare gioco. Manca sempre velocità nella manovra, ma adesso ci dovrebbero essere geometrie e precisione dei cross, anche se c’è da dire che il più alto della truppa (Skjellerup) è uscito ormai da quasi un quarto d’ora. Longo si gioca gli ultimi due cambi: Esteves, Pagano e Mantovani in campo.
Rao al 79° riazzera il contatore delle occasioni per il Bari. Servito in qualche modo da Dorval in area riesce a girarsi in bello stile ma poi con il sinistro va sull’esterno della rete. Di là all’81° c’è Romano al limite dell’area a raccogliere una sponda di Di Serio: sinistro secco ed Esteves devia un tiro destinato in porta! E’ il momento del forcing finale per gli aquilotti, anche a costo di rischiare qualcosa dietro. Il pareggio serve a poco. Minuti di straordinaria importanza in questa stagione.
Cerofolini blocca sul primo palo un tiro di Valoti all’87°. Squadre lunghissime, a metà campo ci sono decine di metri scoperti. Donadoni dà fondo all’ultimo cambio con Adamo per Comotto quando si entra nel recupero. Artistico di testa va lontano dalla porta su cross di Mateju, poi Aurelio mette un pallone interessantissimo in area piccola rasoterra, ma Di Serio è in ritardo per la deviazione decisiva. Uno 0-0 che lascia l’impressione di aver visto due squadre che potrebbero trovarsi in serie C tra pochi mesi.