Il borbottio del diesel infrange il silenzio del borgo di Cozzano. L’ennesimo black out lascia attività ricettive e residenti appesi all’intervento tempestivo dei tecnici, che hanno attivato dalla notte tra giovedì e venerdì scorso un generatore di emergenza per rifornire di energia elettrica la piccola valle che raccorda il territorio della Spezia e quello di Riccò del Golfo, una sorta di ponte tra il primo entroterra cittadino e il Parco nazionale delle Cinque Terre.
Un’oasi di pace e natura a due passi dalla città, che sta conoscendo uno sviluppo turistico sostenibile notevole in questi anni grazie anche al successo del vicino borgo di Castè, già dentro il territorio di Riccò. Uno sviluppo appeso ai giri del motore sistemato lungo Via Carpena di Marinasco che alimenta le attività, la ricettività diffusa, le seconde case e i circa 17 abitanti. Perché il problema dei distacchi di corrente elettrica, lamentano i residenti, è frequente e sta portando all’esasperazione. “Stamattina sono al lavoro, attendo clienti a pranzo e vivo con il punto interrogativo. Sarò in grado accoglierli? Domani mi conviene tenere aperto? Una situazione di incertezza che ci mette a dura prova da troppo tempo”, dice Francesco Moscatelli, titolare dell’Agriturismo e fattoria didattica Mamma Chica. Qui si fa agricoltura simbiotica, si produce e vende a chilometro zero, c’è spazio per la ricettività e si organizzano laboratori per bambini. D’estate il Teatro di Paglia, costruito tutto in materiale naturale, accoglie spettacoli per i più piccoli.
Un progetto di accoglienza sostenibile che va nella direzione del contrasto allo spopolamento dell’entroterra. “Senonché sono anni che stiamo lottando con questi problemi cercando un dialogo con il Comune della Spezia e con Enel Distribuzione – spiega l’imprenditore -, ma per adesso ottenendo solo soluzioni temporanee. Cozzano è rimasto anche tre giorni interi senza corrente elettrica in passato. A ottobre del 2024 si sono fusi tutti gli elettrodomestici a seguito di uno sbalzo di tensione. C’è chi ha avuto danni agli impianti fotovoltaici”.
Nella maggior parte dei casi sono rami o alberi che cadono nel naturale processo di rinnovamento del bosco o per il maltempo a mettere ko la linea aerea che si stacca dalla Foce e che passa tra acacie, pini, castagni e altri alberi ad alto fusto. “L’unica soluzione che potrebbe risolvere una volta per tutte il problema è interrare la linea per il tratto necessario a nostro parere – suggerisce Moscatelli -. I tecnici agiscono prontamente, ma i generatori ogni tanto si spengono e si ricomincia da capo con le telefonate”. In settimana previsto un incontro tra Comune della Spezia ed Enel per affrontare la questione.