Dalla politica al tribunale: l’ex sindaco Cozzani denuncia Negro per alcuni video su Facebook. La solidarietà al consigliere passa anche per una raccolta fondi

Dalla politica alle aule di tribunale, e ritorno. E’ questo il percorso sul quale si sta dipanando da anni il rapporto tra l’ex sindaco di Porto Venere, Matteo Cozzani, e Paolo Negro, uno dei cittadini e consiglieri comunali che lo hanno maggiormente attaccato. Attacchi da dentro e fuori Palazzo civico, che hanno poi portato alle verifiche da parte della Guardia di finanza e infine all’esplosione dell’inchiesta che nel maggio del 2024 ha decapitato la Regione portando all’arresto, tra gli altri, dell’allora presidente Giovanni Toti e del suo capo di gabinetto, Cozzani, appunto. Accuse di corruzione e falso, oltre che di corruzione elettorale con aggravante mafiosa, che hanno in seguito portato alle dimissioni di Toti e alla chiamata alle urne dei liguri nell’ottobre dello stesso anno.

Dalla critica politica all’inchiesta, ma anche gli strascichi delle indagini hanno a loro volta prodotto commenti politici. E a causa di questi si ritornerà in Tribunale, visto che Cozzani ha depositato una querela per diffamazione aggravata continuata nei confronti di Negro. Una denuncia che prende le mosse da alcuni video pubblicati su Facebook e Tik Tok e che ha portato il giudice per le indagini preliminari a proporre una sanzione di 1.500 euro, salvo ricorsi da parte del consigliere comunale di Porto Venere.

Secondo quanto riportato dal Tribunale di Genova Negro avrebbe offeso la reputazione di Cozzani con affermazioni che lo collegavano a presunti comportamenti illeciti e si evidenziavano frasi quali il fatto che il sindaco Francesca Sturlese fosse un “fantoccio” eletto grazie a “soldi sporchi” forniti da Cozzani, e l’affermazione che il sistema locale fosse “marcio fino al midollo”, con un uso di Telegram per “continuare a delinquere” e pratiche di “metodo mafioso e corruzione”.

Negro ora potrà proporre opposizione e chiedere riti alternativi come giudizio immediato, rito abbreviato o patteggiamento, ma sul caso sono già venute a galla le reazioni politiche e di sostegno nei confronti di Negro.
La consigliera Francesca Sacconi, della lista La Civica, ha commentato: “Sono veramente triste e affranta nel leggere che la reputazione di Cozzani è stata così tanto compromessa per quei video. Forse perché le immagini rimangono ben impresse nella mente… Avrei voluto che anche le intercettazioni dell’inchiesta fossero in formato video: le frasi di Cozzani non erano poi così tanto lusinghiere nei confronti di tante categorie. Mi viene in mente lo spettinamento della Soprintendenza, mi viene in mente la giunta comunale che comunque era un passaggio inutile. Mi sembra che diverse categorie erano state toccate, diverse persone erano state offese, però quando si leggono colpisce meno”.
La consigliera prosegue: “Negro ha tutta la nostra solidarietà, ma non basta. Perché noi vogliamo e speriamo che non paghi questi 1.500 euro, ma che assuma un avvocato che possa andare davanti al giudice per rivedere la propria posizione. Però ci vogliono i soldi e noi siamo consiglieri comunali e abbiamo un gettone di presenza che va intorno ai 17 euro lordi, quindi apriremo una raccolta per aiutare il consigliere Negro a potersi difendere”.

Anche il Partito democratico di Porto Venere ha espresso vicinanza al consigliere di minoranza: “Non sempre abbiamo condiviso i modi o le argomentazioni di Negro, ma riconosciamo il suo impegno e la passione con cui ha svolto il ruolo di consigliere, anche se a volte in modo eccessivo ed imprudente. Le decisioni della magistratura non cancellano il lavoro di denuncia politica condotto in questi anni insieme agli altri consiglieri di opposizione”.

Il procedimento, ancora in fase iniziale, seguirà i normali passaggi giudiziari e con ogni probabilità sarà un altro giudice a decidere sulla fondatezza delle accuse mosse da Cozzani a Negro. E viceversa, in definitiva.

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