Pd all’attacco: “La riforma va fermata: danno da 13 milioni per il porto spezzino” La Lega: “Allarmismo ingiustificato”

Si accende il confronto politico sulla riforma della portualità proposta dal ministro Matteo Salvini e dal viceministro Edoardo Rixi. A sollevare forti critiche sono il segretario regionale del Partito democratico ligure Davide Natale e il responsabile economia della segreteria regionale Pd Matteo Bianchi, che parlano di una riforma centralista e dannosa per i territori. Alle loro parole ha risposto la senatrice e segretaria provinciale della Lega alla Spezia Stefania Pucciarelli, definendo “ingiustificati” gli allarmi lanciati dal Pd, e, sempre fronte Carroccio, l’assessore regionale ai Porti, Alessio Piana, vice segretario della Lega ligure, che parla di “polemiche sterili e attacchi senza capo né coda”.

In una nota congiunta, Natale e Bianchi esprimono una dura presa di posizione contro il progetto di riforma.
“Dai territori sta partendo una spinta forte per bloccare una riforma della portualità che sottrae alle Autorità di Sistema Portuale la capacità di decidere, programmare e realizzare quanto pianificato, ma soprattutto toglie risorse fondamentali per creare sviluppo, ricchezza e lavoro. Si tratta di una scelta scellerata dal punto di vista politico e amministrativo, che produrrà un danno economico molto pesante. Ci domandiamo come sia possibile che il ministro Salvini e il suo vice Rixi continuino ad attuare politiche così centraliste e drammaticamente penalizzanti per i sistemi portuali e logistici del Paese. La reale esigenza di una programmazione nazionale degli investimenti sulle opere portuali e infrastrutturali – affermano Natale e Bianchi – non può tradursi in una mera burocrazia accentratrice delle decisioni, come previsto dalla proposta Salvini-Rixi, né tanto meno in uno scippo ai danni dei territori delle risorse da loro generate. Per la Liguria, se questa proposta dovesse diventare legge, sarebbe un vero disastro: 31 milioni di euro di trasferimenti obbligatori sottratti al sistema Genova-Savona e altri 13 milioni a quello della Spezia. Un danno enorme che, sommato alla perdita di autonomia decisionale delle Autorità di Sistema Portuale, ci porta a dire con chiarezza che questo governo sta lavorando contro i territori e contro il tessuto economico che li caratterizza.
Questa riforma va fermata nell’interesse generale. È necessario riaprire un confronto vero con chi vive, lavora e opera nel sistema portuale: dalle Autorità di Sistema agli enti locali, fino alle rappresentanze dei lavoratori e delle imprese. Si riparta dalle risoluzioni votate dal Parlamento, mettendo fine a imposizioni incomprensibili da parte del Ministero”.

Alle critiche ha replicato la senatrice della Lega Stefania Pucciarelli, che respinge le accuse e invita a un confronto sul merito del provvedimento.
“In merito alle dichiarazioni a firma del segretario regionale Pd Liguria Davide Natale e del responsabile economia segreteria Pd Liguria Matteo Bianchi sul tema della riforma portuale, resto basita dall’uso di toni allarmistici e di cifre rilanciate a effetto prima ancora che il testo definitivo sia dibattuto in Parlamento. Ogni valutazione deve partire dalla lettura completa del provvedimento e dal confronto tecnico, non da proclami politici formulati sulla base di dati non veritieri.
La versione della riforma che sta emergendo mira a introdurre una regia nazionale per la programmazione degli investimenti portuali, con l’obiettivo di superare frammentazioni e ritardi decisionali, non di espropriare le competenze territoriali; è necessario ragionare sul merito e non sulla propaganda.
Va inoltre ricordato – prosegue la senatrice e segretaria provinciale della Lega – che le cifre allarmistiche citate da Natale e Bianchi sono state già smentite da Assoporti. Insomma dal Pd ancora una volta arrivano polemiche sterili e attacchi senza capo ne coda; senza contare che è proprio il Pd ad essere stato protagonista di una stagione politica che ha lasciato insoluti nodi strutturali e prodotto riforme incomplete: se l’obiettivo è davvero tutelare i porti liguri e lo sviluppo del sistema logistico, il Pd dovrebbe scegliere il confronto puntuale, invece di alimentare allarmismi che rischiano solo di danneggiare l’immagine e la prospettiva di crescita dei nostri scali”.

Quindi l’intervento dell’assessore Alessio Piana: “Cifre non rispondenti al vero, già smentite da Assoporti, accompagnate dalle solite sterili polemiche del Pd che non ha argomenti e non è in grado di presentare idee nuove per il rilancio dei nostri porti. Il testo definitivo sulla riforma dei porti deve essere ancora dibattuto in Parlamento e la sinistra fa inutile allarmismo perché non sa fare altro – afferma in una nota l’esponente del governo regionale -. Noi, al contrario, ringraziamo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il viceministro genovese Edoardo Rixi che, con grande impegno e concreta attenzione ai territori e agli operatori del settore, hanno dimostrato di portare avanti un proficuo lavoro per lo sviluppo degli scali portuali, nell’interesse dell’intero sistema nazionale. Qualsiasi valutazione della riforma deve partire dalla lettura completa del provvedimento e dal confronto tecnico, non da sterili polemiche politiche formulate sulla base di dati non veritieri. La riforma che sta emergendo punta a introdurre una regia nazionale nella programmazione degli investimenti portuali, con l’obiettivo di superare frammentazioni e ritardi decisionali, senza in alcun modo espropriare le competenze dei territori. Quella del Pd è dunque semplice propaganda negativa, fondata su fake news, che rischia di danneggiare i territori e il settore portuale. La sinistra teme il confronto nel merito e, ancora una volta, non propone soluzioni credibili per tutelare, in particolare, gli scali portuali liguri e lo sviluppo del sistema logistico”.

Il dibattito sulla riforma della portualità entra dunque nel vivo, con posizioni nettamente contrapposte tra Partito democratico e Lega, mentre il testo del provvedimento è atteso al vaglio del Parlamento.

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