L’istituto Einaudi-Chiodo prende ufficialmente le distanze dalle accuse definite “gravissime e ingiuste” circolate su alcuni organi di stampa, media e social network in merito all’operato della scuola dopo la morte di Abanoub Youssef, ribadendo la propria posizione con una nota firmata dalla dirigente scolastica Gessica Caniparoli.
Nella nota, apparsa sul sito dell’istituto, la scuola chiarisce come il silenzio osservato in questi giorni non possa essere interpretato né come complicità né come omertà, ma esclusivamente come una scelta di rispetto. Rispetto, innanzitutto, “per un giovane la cui vita è stata brutalmente spezzata”, e rispetto anche per il lavoro delle istituzioni impegnate nelle indagini, che richiede tempi, riservatezza e responsabilità.
Una presa di posizione netta, che arriva mentre l’istituto continua a fare i conti con il dolore e lo smarrimento seguiti alla tragedia. Affianco alla scuola sono scesi in campo i genitori, con una presa di posizione netta e sentita, così come la Prefettura, che in una nota ha precisato di voler stigmatizzare “alcuni attacchi che si sono verificati a danno degli insegnanti sui social, spesso basati su ricostruzioni di fantasia”.
In questo contesto complicato, il Consiglio d’istituto ha deliberato la sospensione delle lezioni per la giornata di domani, giovedì 22 gennaio, che coinciderà con lo svolgimento delle esequie di Aba, fissate alle 15 presso la cattedrale di Cristo Re. Una decisione assunta per consentire alla comunità scolastica di vivere un momento di raccoglimento e di elaborazione collettiva del lutto.
La scuola ha comunque assicurato che il supporto psicologico resterà attivo e disponibile sia per gli studenti sia per il personale che ne dovesse avvertire la necessità, confermando l’attenzione verso il benessere emotivo di chi sta affrontando una fase particolarmente delicata.