La Procura di Genova ha chiesto il fallimento di Amt, l’azienda di trasporto pubblico genovese, a fronte di un indebitamento complessivo che supera i 200 milioni di euro. Il tribunale fallimentare, nell’ambito di una procedura di composizione negoziata, ha concesso alla società misure protettive, una sorta di scudo temporaneo della durata di quattro mesi, prorogabili, che sospende la possibilità di dichiarare il fallimento nonostante le istanze presentate da alcuni creditori, tra cui il produttore di autobus Menarini, che vanta un credito di 2,7 milioni di euro. Secondo la documentazione della Procura, le principali criticità riguardano 101 milioni di debiti verso fornitori e Comuni soci, 56 milioni verso le banche, 28 milioni di accantonamenti per il Tfr dei dipendenti, oltre a 9 milioni di debiti fiscali e previdenziali e 4 milioni verso le assicurazioni. L’udienza davanti al giudice fallimentare è stata fissata per giovedì 12 febbraio. Ad oggi Amt non ha ancora approvato né il bilancio consolidato 2024 né il preventivo 2025.
Sul fronte politico, all’ombra della Lanterna la vicenda ha riacceso il confronto tra amministrazione comunale e Regione, mentre nel resto della Liguria si osserva ciò che sta accadendo, anche e soprattutto in prospettiva della creazione di una agenzia e di una azienda di trasporto unica per tutti il territorio regionale, così come annunciato dal presidente Marco Bucci.
La sindaca di Genova Silvia Salis rivendica la linea seguita dall’attuale giunta e la scelta di avviare la composizione negoziata della crisi. “Ciò che dicevamo sul buco di Amt era vero, la situazione è drammatica, la gestione degli ultimi anni è stata totalmente fallimentare, noi ci assumiamo la responsabilità di risolvere il problema dopo anni di negazione e gestione che hanno portato a 200 milioni di buco in un’azienda che la destra per anni diceva di aver salvato e reso un gioiellino. Per mesi la destra ci ha accusato di dipingere una situazione molto più drammatica di quella che era, i numeri sono sotto gli occhi di tutti, noi avevamo previsto un buco, il buco è ancora più grande: oltre 200 milioni di debiti”.
Bucci, ex sindaco genovese e oggi presidente della Regione, lega ogni valutazione all’approvazione del bilancio. “Fino a quando non c’è il bilancio 2024 di Amt nessuno può dire niente. Questo lo dice la legge. Quando si vedrà il bilancio si potrà capire cosa c’è. E noi siamo pronti a intervenire, quando ci dicono che possiamo intervenire, comprando le azioni dell’azienda. Ci vuole il bilancio – sollecita Bucci -. Io ho visto solo quello del 2023, quello che ho fatto io, che era in pari. Ci deve essere il bilancio 2024 dopodiché si potrà vedere quanto e cosa è il buco, se c’è, se si può mettere a posto. I numeri però sono quelli? Io voglio qualcuno che li firmi, se ne prenda la responsabilità, a maggio 2025 dovevano presentare il bilancio”.