Rimarrà in carcere in attesa degli sviluppi dell’iter processuale e sarà molto probabilmente sottoposto a perizia psichiatrica, Zouhair Atif, il giovane di 19 anni che venerdì scorso ha ucciso il compagno di classe Abanoub Youssef all’istituto Chiodo.
Lo ha reso noto l’avvocato Cesare Baldini dopo il colloquio con il suo assistito avuto presso la casa circondariale di Villa Andreino.
“Dice di essere stato minacciato a seguito della situazione che si era creata con l’altro ragazzo e ha negato completamente precedenti che lo vedessero autore di minacce con coltello ad altri studenti”, ha esordito il legale di fronte a un muro di giornalisti provenienti da tutta Italia.
“Chiederò la perizia psichiatrica – ha proseguito – perché siamo di fronte a una persona con un passato di sofferenze, lasciato in Marocco sino ai 15 anni. Poi è venuto qui un anno nel pre Covid, ha trascorso il periodo della pandemia in Marocco con la famiglia e poi è tornato qui definitivamente. Si sente isolato, non compreso, e infatti è senza amicizie. Ha fatto atti autolesionistici nel passato e ritengo ci siano gli spazi per richiedere una perizia. La situazione – ha concluso l’avvocato Baldini – ha colpito la Procura, non solo il Gip, e penso che molto probabilmente la perizia verrà disposta”.
Riguardo alla misura cautelare della detenzione, richiesta dalla Procura, e accolta senza ricorsi, il legale di Zouhair Atif ha spiegato: “Mi sono uniformato, in maniera per certi versi assurda, a questa richiesta di permanenza in carcere e ho cercato di spiegare che mi pare sia il luogo che possa proteggere Atif da sé stesso o da altri”.