Con la carcassa recuperata sabato pomeriggio sulle spiagge di Marina di Carrara sale a otto la conta di tartarughe Caretta Caretta senza vita segnalate dal 31 dicembre 2025 al 17 gennaio 2026 sul litorale tra Toscana e Liguria. Gli esemplari sono stati trasferiti presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Pisa per le analisi scientifiche che dovranno verificare e ufficializzare le cause dei decessi. Dalle valutazioni effettuate al momento del ritrovamento sono emersi, su tutti gli esemplari, abrasioni da sfregamento nelle pinne e sul collo, causate probabilmente dal tentativo di liberarsi dopo essere rimaste impigliate nelle reti da pesca.
“Il nostro mare, che sarebbe teoricamente un Santuario dei Cetacei, sembra invece doversi considerare un cimitero per le tartarughe marine e per tanti altri animali marini – accusano Guido Scoccianti, delegato regionale WWF per la Toscana, e Luca Giannelli, presidente WWF Massa Carrara -. Non solo vi sono tutti i problemi legati allo sfruttamento delle spiagge, che rene estremamente pericoloso ogni tentativo di questi animali di deporre le uova nella sabbia, anche, e forse anche più, in mare mille pericoli ne minano la sopravvivenza: imbarcazioni a motore a folli velocità, pesca indiscriminata, rifiuti di ogni tipo. In questo modo rischiamo di far ritornare la specie a rischio di estinzione, come lo era alcuni anni fa”.
Per quanto riguarda la moria di così tante tartarughe marine in questi giorni: “Sicuramente la causa sono le reti da pesca, messe in modo sconsiderato sia per quanto concerne la loro lunghezza sia le distanze dalla costa, molte volte in modo abusivo, spesso poi abbandonate. È urgente che sia a livello nazionale che a livello regionale si prendano provvedimenti urgenti con l’introduzione di nuove e più efficaci regole, che possano sostituire le attuali, arcaiche e di ben poco aiuto per la salvaguardia del mondo animale marino”. Nel 2025 erano stati quattordici gli esemplari di Caretta caretta rinvenuti spiaggiati morti sulla costa apuo-versiliese.
Il fenomeno peraltro non è limitato solo al Mar Ligure. “Nelle ultime settimane in diverse aree delle coste italiane si è presentato uno scenario drammatico: sono state trovate tartarughe marine spiaggiate e senza vita – fa sapere il WWF -. Gli esemplari presentavano abrasioni e segni compatibili con l’intrappolamento in reti o lenze da pesca. Saranno le analisi scientifiche a chiarire le cause esatte della morte. I dati sulle tartarughe marine rinvenute senza vita sono allarmanti e indicano un problema che non può essere ignorato. Le interazioni con gli attrezzi da pesca rappresentano una delle principali minacce per questi animali. Dobbiamo ribadire la necessità di un approccio integrato che unisca prevenzione, recupero delle reti fantasma, innovazione tecnologica e collaborazione con il settore della pesca. Solo così sarà possibile fermare una strage silenziosa che continua a colpire una delle specie simbolo del Mediterraneo”.