L’assenza degli atleti olimpici dalla platea dei tedofori sta facendo rumore a livello nazionale, andando a coinvolgere anche i ministri Abodi e Salvini, ma ha fatto torcere il naso anche alla Spezia. A sollevarla, a pochi giorni dal passaggio della torcia olimpica dalla provincia spezzina avvenuto la scorsa settimana, è stato Paolo Barbieri, padre di Erica Barbieri, ultima atleta della Spezia ad aver partecipato a un’Olimpiade, a Londra 2012, con la nazionale di judo del gruppo sportivo Carabinieri.
In una lettera inviata alla redazione di CDS, Barbieri raccontava sorpresa e amarezza per aver appreso solo all’ultimo momento del passaggio della fiamma olimpica e, soprattutto, per aver constatato che i più recenti atleti olimpici spezzini non sono stati coinvolti. “Crediamo che sia una mancanza di rispetto per gli atleti, per la città, per i gruppi sportivi di appartenenza”, scrive, ammettendo il conflitto di interessi ma rivendicando il valore della segnalazione.
Una presa di posizione che, dal territorio, si inserisce in un dibattito di respiro nazionale percorrendo gli stessi concetti. Nelle ultime ore diversi ex campioni olimpici, in particolare delle discipline invernali, hanno denunciato l’esclusione dal ruolo di tedofori nel lungo viaggio della fiamma verso Milano Cortina 2026. Atleti che hanno scritto pagine memorabili dello sport italiano e che oggi si ritrovano spettatori di un rito simbolico che, per chi ha dedicato la vita allo sport, rappresenta molto più di una passerella.
A farsi portavoce del malcontento è stato Silvio Fauner, oro nella staffetta di fondo a Lillehammer 1994, che insieme ad altri olimpionici ha parlato apertamente di dimenticanza e di mancanza di rispetto. Decine di medagliati olimpici e che non sono stati coinvolto né come tedofori, né come ambassador, né in altre iniziative legate ai Giochi. “Quando conviene ricordare quello che abbiamo fatto, lo si fa. Quando si tratta di rispettarlo, sembra non sia mai esistito”, è il senso di uno sfogo consegnato alle pagine della Gazzetta dello Sport.
La gestione della scelta dei tedofori, affidata alla Fondazione Milano Cortina insieme agli sponsor, ha aperto un dibattito sul peso assegnato allo sport rispetto a logiche promozionali, mediatiche e di rappresentanza. Un dibattito che chiama in causa anche il Coni e le federazioni, accusate da alcuni ex atleti di non aver tutelato la memoria sportiva e il valore simbolico dei loro successi.
La lettera di Barbieri riporta il tema su un piano concreto: non si tratta solo di una questione personale o familiare, ma del riconoscimento di chi ha rappresentato la città e il Paese sul palcoscenico più alto dello sport mondiale. Il passaggio della torcia olimpica è, per definizione, un momento di celebrazione collettiva, di memoria e di continuità tra generazioni.
Proprio per questo, l’assenza degli atleti olimpici dalla platea dei tedofori a favore di influencer, personaggi televisivi e raccomandati lascia spazio a molti interrogativi e ad altrettanta amarezza.