Un anno intenso di attività in tutta la Liguria per il Soccorso alpino, ma il primato spetta alla provincia della Spezia e, in particolare, ai sentieri delle Cinque Terre, dove si è registrato un significativo aumento delle operazioni nel secondo semestre dell’anno rispetto agli anni precedenti. Nel 2023 le attivazioni erano state 72, nel 2024 76 e l’anno successivo hanno raggiunto quota 80.
Il mondo Cinque Terre. Il maggior numero di soccorsi si è concentrato sul Sentiero Verde Azzurro, nel tratto che collega Vernazza a Monterosso, dove si sono contate 32 missioni. Seguono le operazioni condotte sul sentiero tra Levanto e Punta Mesco (8), alla Marina di Corniglia (7) e, con lo stesso numero, sul collegamento escursionistico tra Corniglia e Vernazza.
È proprio il territorio comunale di Vernazza quello che ha fatto registrare la concentrazione più alta di attività di soccorso, con 37 uscite complessive, seguito da Monterosso (22) e Riomaggiore (14). Nelle aree parco presenti in altri comuni, a Levanto si sono resi necessari 4 interventi, mentre alla Spezia 3. Nella maggior parte dei casi, il Soccorso alpino è stato chiamato a operare a seguito di cadute lungo i sentieri.
L’identikit dei visitatori. I principali frequentatori di queste zone risultano essere italiani, francesi e statunitensi. La fascia d’età più rappresentata tra le persone soccorse è quella compresa tra i 60 e i 70 anni, seguita da escursionisti e turisti tra i 50 e i 60 anni. Su un totale di 80 operazioni – che comprendono anche tipologie di soccorso diverse dalle cadute sui sentieri – gli elicotteri Drago e Grifo sono stati impiegati in 23 occasioni. Per quanto riguarda il genere, il bilancio è quasi in equilibrio: 44 le donne soccorse, 36 gli uomini che hanno necessitato dell’intervento delle squadre.
Tutte queste attività sono state coordinate dalla stazione del Soccorso alpino operativa nel Parco delle Cinque Terre, che ha esteso il proprio raggio d’azione anche ad altri comuni rivieraschi della provincia. In questo contesto, la maggior parte dei soccorsi si è concentrata a Levanto (8 nel 2024 e 10 nel 2025), seguita da Bonassola e Framura. Anche in quest’area si conferma un trend in crescita nell’arco di tre anni: dalle 7 missioni del 2023 si è passati alle 11 del 2024, fino alle 17 del 2025.
Allargando lo sguardo all’intero anno appena concluso, le missioni di soccorso complessivamente effettuate in Liguria sono state 551, un dato in aumento rispetto agli anni precedenti.
“L’attività operativa ha richiesto uno sforzo straordinario da parte dei 263 tecnici volontari, che hanno garantito una copertura di 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Complessivamente sono state impiegate oltre 8 mila ore/uomo in operazioni di soccorso. Dei 551 eventi totali, la stragrande maggioranza (420) si è svolta in terreno impervio. Seguono le attività di ricerca di persone disperse (79 casi), che per complessità e durata hanno inciso in modo significativo sul monte ore complessivo”, precisa una nota del Soccorso alpino e speleologico Liguria.
La Spezia, la zona più calda. La Spezia si conferma così la zona “più calda” della regione. Proseguendo nell’analisi, il Soccorso alpino evidenzia che “la distribuzione territoriale vede la stazione della Spezia come la più sollecitata, con il 26% delle missioni (144), seguita da Finale Ligure (23% con 124 operazioni) e dal Tigullio (21% con 118). L’escursionismo si conferma l’attività principale per numero di soccorsi (308 eventi), seguito dalla mountain bike (81 casi), soprattutto nel Finalese. La causa prevalente degli incidenti resta la caduta o lo scivolamento, all’origine di 292 chiamate”.
Il servizio di elisoccorso regionale, che prevede la presenza fissa a bordo di un tecnico del Soccorso alpino, ha totalizzato 592 missioni. Di queste, 123 hanno riguardato operazioni specifiche in ambiente impervio, svolte con il supporto delle squadre a terra. Un ruolo sempre più rilevante è stato svolto anche dalla tecnologia, grazie all’attività della scuola regionale Droni, che ha intensificato la formazione per il supporto alle ricerche dall’alto.
Il 2025 è stato caratterizzato anche da un forte impegno sul fronte della prevenzione. Il progetto “Escursionismo consapevole” è entrato a far parte del Piano formativo del servizio sanitario regionale, coinvolgendo centinaia di studenti nelle province di Genova e La Spezia, con l’obiettivo di insegnare come muoversi in sicurezza e come gestire correttamente una chiamata di soccorso.
“Chiudiamo un anno intenso – afferma il presidente del Soccorso alpino e speleologico Liguria, Roberto Canese –. Le persone apprezzano sempre di più l’entroterra e questo spiega anche l’aumento delle richieste di soccorso. La consapevolezza dei comportamenti da tenere durante un’escursione, con qualsiasi mezzo sui terreni impervi, e delle misure di sicurezza da adottare sta crescendo, ma è chiaro che si possa fare ancora meglio”.