Il Parco e il suo vino protagonisti al master Slow Food di Bra

RLV - La Radio a Colori Il Parco e il suo vino protagonisti al master Slow Food di Bra

Il Parco e il suo vino protagonisti al master Slow Food di Bra

Il Parco nazionale delle Cinque Terre è stato invitato a intervenire alla lezione inaugurale dell’Executive Master in Cultura e Management del Vino dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – Slow Food, a Bra (Cn), una delle realtà formative più autorevoli a livello internazionale nel campo dell’enogastronomia. Ad aprire la sessione è stato il professor Michele Antonio Fino, che ha svolto il ruolo di moderatore per tutta la durata dell’incontro.
 

L’intervento del Parco è stato introdotto dal presidente Lorenzo Viviani, “che ha illustrato le azioni messe in campo dall’ente a sostegno della viticoltura delle Cinque Terre – informano dal Parco -: dalla ricerca e formazione alla manutenzione dei terrazzamenti, fino al supporto alle tecnologie leggere come le monorotaie e alla progettazione del nuovo acquedotto irriguo destinato all’uso agricolo”. Spazio anche alla presentazione del Presidio Slow Food Sciacchetrà, curata dal referente nazionale dello stesso, Maurizio Stagnitto, che ha contestualizzato il ruolo del presidio nella salvaguardia della produzione identitaria delle Cinque Terre.
A seguire, Heydi Bonanini (Azienda Possa di Riomaggiore), in qualità di referente dei produttori del Presidio Slow Food Sciacchetrà, ha condotto una degustazione guidata di cinque vini, approfondendo metodi di vinificazione, tecniche di coltivazione e nuovi progetti legati alla produzione locale.

“Il confronto con platee competenti come quella di Slow Food – ha sottolineato il presidente Viviani – è strategico per rafforzare la consapevolezza che il vino delle Cinque Terre, e lo Sciacchetrà in particolare, sono prodotti di grande valore, espressione di un territorio che si mantiene vivo attraverso chi lo coltiva e lo abita”.

“Davanti a una platea composta da professionisti del settore vitivinicolo, giornalisti, ristoratori e operatori provenienti da Italia, Francia, Svizzera e Cipro, il modello delle Cinque Terre – basato su viticoltura terrazzata, cura del paesaggio e identità comunitaria – è stato riconosciuto come caso di studio significativo a livello internazionale – osservano dal Parco nazionale cinqueterrino -. L’incontro, particolarmente partecipato, ha generato un dialogo attivo con i partecipanti, aprendo la strada a nuove connessioni culturali e professionali”.