Cesare Cremonini - Giovane Stupida

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Cesare Cremonini - Giovane Stupida

Reduce dal successo ottenuto con il precedente singolo “Al telefono“, Cesare Cremonini torna in rotazione radiofonica con un il secondo estratto dalla raccolta “Cremonini 2C2C – The Best Of”, intitolato “Giovane stupida”, un brano dal diverso appiglio emotivo, decisamente più leggero e scanzonato. Una storia autobiografica, definita dallo stesso cantautore come una sorta di “commedia sentimentale”, data la differenza d’età dei due protagonisti: 39 lui, 23 lei. Cosa vuoi che siano sedici anni quando c’è del sentimento, verrebbe da dire, ma il pretesto è utile per tirar fuori una valida analisi sociale, che parte dall’evergreen concettuale del non prendersi mai troppo sul serio, per poi ironizzare sugli stereotipi, su quella spensierata quotidianità che, in fin dei conti, avvicina qualsiasi tipo di distanza.

Un invito a basarsi sulla sostanza, mettendo da parte qualsivoglia diffidenza iniziale tipica dell’apparenza e del pregiudizio. In un’epoca in cui ciascuno di noi si sente in dovere di esprimere la propria opinione, anche su argomenti che non si conoscono fino in fondo, “Giovane stupida“ ci invita a prendere le cose per quello che sono, accennando sia i lati positivi che quelli negativi di qualsiasi situazione, descrivendo in parte l’attuale momento storico che stiamo vivendo, senza più regole e senza più paletti, un mondo in continua e costante evoluzione.

In tal senso, Cesare Cremonini sviluppa in musica il suo personale elogio delle differenze, l’incontro tra due diverse generazioni che, attraverso un sentimento puro e sincero, riescono ad abbattere il muro dell’incomunicabilità, mediando il proprio linguaggio. Forse è proprio questo il segreto dell’accettarsi, rispettarsi e incontrarsi a metà strada, all’angolo tra le proprie abitudini e la comprensione di quelle altrui. Funziona ascolto dopo ascolto, grazie alla sua freschezza, all’estemporaneità musicale e alla contemporaneità tematica. Checchè ne dicano Elton John e Mick Jagger, ha quel certo non so che di geniale.


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